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Vaticano, 26 luglio 2007 (Kath.Net)
- Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la XXIII
Giornata Mondiale della Gioventù.
1. La XXIII Giornata Mondiale della Gioventù
Ricordo sempre con grande gioia i vari momenti trascorsi insieme a Colonia,
nell'agosto 2005. Alla fine di quell'indimenticabile manifestazione di fede
e di entusiasmo, che resta impressa nel mio spirito e nel mio cuore, vi ho
dato appuntamento per il prossimo incontro che si terrà a Sydney, nel 2008.
Sarà la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù ed avrà come tema: «Avrete
forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At
1,8). Il filo conduttore della preparazione spirituale all'appuntamento di
Sydney è lo Spirito Santo e la missione. Se nel 2006 ci siamo soffermati a
meditare sullo Spirito Santo come Spirito di verità, nel 2007 cerchiamo di
scoprirlo più profondamente quale Spirito d'amore, per incamminarci poi
verso la Giornata Mondiale della Gioventù 2008, riflettendo sullo Spirito di
fortezza e testimonianza, che ci dona il coraggio di vivere il Vangelo e
l'audacia di proclamarlo. Diventa perciò fondamentale che ciascuno di voi
giovani, nella sua comunità e con i suoi educatori, possa riflettere su
questo Protagonista della storia della salvezza che è lo Spirito Santo o
Spirito di Gesù, per raggiungere questi alti scopi: riconoscere la vera
identità dello Spirito anzitutto ascoltando la Parola di Dio nella
Rivelazione della Bibbia; prendere una lucida coscienza della sua continua,
attiva presenza nella vita della Chiesa, in particolare riscoprendo che lo
Spirito Santo si pone come "anima", respiro vitale della propria vita
cristiana, grazie ai sacramenti dell'iniziazione cristiana - Battesimo,
Confermazione ed Eucaristia; diventare così capace di maturare una
comprensione di Gesù sempre più approfondita e gioiosa e,
contemporaneamente, di realizzare un'efficace attuazione del Vangelo
all'alba del terzo millennio. Volentieri con questo messaggio vi offro un
tracciato di meditazione da approfondire lungo quest'anno di preparazione,
su cui verificare la qualità della vostra fede nello Spirito Santo,
ritrovarla se smarrita, rafforzarla se indebolita, gustarla come compagnia
del Padre e del Figlio Gesù Cristo, grazie appunto all'opera indispensabile
dello Spirito Santo. Non dimenticate mai che la Chiesa, anzi l'umanità
stessa, quella che vi sta attorno e che vi aspetta nel vostro futuro,
attende molto da voi giovani perché avete in voi il dono supremo del Padre,
lo Spirito di Gesù.
2. La promessa dello Spirito Santo nella Bibbia
L'attento ascolto della Parola di Dio a riguardo del mistero e dell'opera
dello Spirito Santo ci apre a conoscenze grandi e stimolanti che riassumo
nei punti seguenti.
Poco prima della sua ascensione, Gesù disse ai discepoli: «Manderò su di voi
quello che il Padre mio ha promesso» (Lc 24,49). Ciò si realizzò nel giorno
della Pentecoste, quando essi erano riuniti in preghiera nel Cenacolo con la
Vergine Maria. L'effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa nascente fu il
compimento di una promessa di Dio assai più antica, annunciata e preparata
in tutto l'Antico Testamento.
In effetti, fin dalle prime pagine la Bibbia evoca lo spirito di Dio come un
soffio che «aleggiava sulle acque» (cfr Gn 1,2) e precisa che Dio soffiò
nelle narici dell'uomo un alito di vita (cfr Gn 2,7), infondendogli così la
vita stessa. Dopo il peccato originale, lo spirito vivificante di Dio si
manifesterà diverse volte nella storia degli uomini, suscitando profeti per
incitare il popolo eletto a tornare a Dio e ad osservarne fedelmente i
comandamenti. Nella celebre visione del profeta Ezechiele, Dio fa rivivere
con il suo spirito il popolo d'Israele, raffigurato da "ossa inaridite" (cfr
37,1-14). Gioele profetizza un’"effusione dello spirito" su tutto il popolo,
nessuno escluso: «Dopo questo - scrive l'Autore sacro -, io effonderò il mio
spirito sopra ogni uomo... Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei
giorni, effonderò il mio spirito» (3,1-2).
Nella "pienezza del tempo" (cfr Gal 4,4), l'angelo del Signore annuncia alla
Vergine di Nazaret che lo Spirito Santo, "potenza dell'Altissimo", scenderà
e stenderà su di lei la sua ombra. Colui che ella partorirà sarà dunque
santo e chiamato Figlio di Dio (cfr Lc 1,35). Secondo l'espressione del
profeta Isaia, il Messia sarà colui sul quale si poserà lo Spirito del
Signore (cfr 11,1-2; 42,1). Proprio questa profezia Gesù riprese all'inizio
del suo ministero pubblico nella sinagoga di Nazaret: «Lo Spirito del
Signore - Egli disse fra lo stupore dei presenti - è sopra di me; per questo
mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un
lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la
vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia
del Signore» (Lc 4,18-19; cfr Is 61,1-2). Rivolgendosi ai presenti, riferirà
a se stesso queste parole profetiche affermando: «Oggi si è adempiuta questa
Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi» (Lc 4,21). Ed ancora,
prima della sua morte in croce, annuncerà più volte ai discepoli la venuta
dello Spirito Santo, il "Consolatore", la cui missione sarà quella di
rendergli testimonianza e di assistere i credenti, insegnando loro e
guidandoli alla Verità tutta intera (cfr Gv 14,16-17.25-26; 15,26; 16,13).
3. La Pentecoste, punto di partenza della missione della Chiesa
La sera del giorno della sua risurrezione Gesù, apparendo ai discepoli,
«alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo"» (Gv 20,22). Con
ancor più forza lo Spirito Santo scese sugli Apostoli il giorno della
Pentecoste: «Venne all'improvviso dal cielo un rombo - si legge negli Atti
degli Apostoli - come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la
casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si
dividevano e si posarono su ciascuno di loro» (2,2-3).
Lo Spirito Santo rinnovò interiormente gli Apostoli, rivestendoli di una
forza che li rese audaci nell'annunciare senza paura: «Cristo è morto e
risuscitato!». Liberi da ogni timore essi iniziarono a parlare con
franchezza (cfr At 2,29; 4,13; 4,29.31). Da pescatori intimoriti erano
diventati araldi coraggiosi del Vangelo. Persino i loro nemici non
riuscivano a capire come mai uomini «senza istruzione e popolani» (cfr At
4,13) fossero in grado di mostrare un simile coraggio e sopportare le
contrarietà, le sofferenze e le persecuzioni con gioia. Niente poteva
fermarli. A coloro che cercavano di ridurli al silenzio rispondevano: «Noi
non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20). Così
nacque la Chiesa, che dal giorno della Pentecoste non ha cessato di
irradiare la Buona Novella «fino agli estremi confini della terra» (At 1,8).
4. Lo Spirito Santo, anima della Chiesa e principio di comunione
Ma per comprendere la missione della Chiesa dobbiamo tornare nel Cenacolo
dove i discepoli restarono insieme (cfr Lc 24,49), pregando con Maria, la
"Madre", in attesa dello Spirito promesso. A quest'icona della Chiesa
nascente ogni comunità cristiana deve costantemente ispirarsi. La fecondità
apostolica e missionaria non è principalmente il risultato di programmi e
metodi pastorali sapientemente elaborati ed "efficienti", ma è frutto
dell'incessante preghiera comunitaria (cfr Paolo VI, Esort. apost. Evangelii
nuntiandi, 75). L'efficacia della missione presuppone, inoltre, che le
comunità siano unite, abbiano cioè «un cuore solo e un'anima sola» (cfr At
4,32), e siano disposte a testimoniare l'amore e la gioia che lo Spirito
Santo infonde nei cuori dei fedeli (cfr At 2,42). Il Servo di Dio Giovanni
Paolo II ebbe a scrivere che prima di essere azione, la missione della
Chiesa è testimonianza e irradiazione (cfr Enc. Redemptoris missio, 26).
Così avveniva all'inizio del cristianesimo, quando i pagani, scrive
Tertulliano, si convertivano vedendo l'amore che regnava tra i cristiani:
«Vedi - dicono - come si amano tra loro» (cfr Apologetico, 39 § 7).
Concludendo questo rapido sguardo alla Parola di Dio nella Bibbia, vi invito
a notare come lo Spirito Santo sia il dono più alto di Dio all'uomo, quindi
la testimonianza suprema del suo amore per noi, un amore che si esprime
concretamente come "sì alla vita" che Dio vuole per ogni sua creatura.
Questo "sì alla vita" ha la sua forma piena in Gesù di Nazaret e nella sua
vittoria sul male mediante la redenzione. A questo proposito non
dimentichiamo mai che l'Evangelo di Gesù, proprio in forza dello Spirito,
non si riduce ad una pura constatazione, ma vuole diventare "bella notizia
per i poveri, liberazione per i prigionieri, vista ai ciechi...". E’ quanto
si manifestò con vigore il giorno di Pentecoste, diventando grazia e compito
della Chiesa verso il mondo, la sua missione prioritaria.
Noi siamo i frutti di questa missione della Chiesa per opera dello Spirito
Santo. Noi portiamo dentro di noi quel sigillo dell'amore del Padre in Gesù
Cristo che è lo Spirito Santo. Non dimentichiamolo mai, perché lo Spirito
del Signore si ricorda sempre di ciascuno e vuole, mediante voi giovani in
particolare, suscitare nel mondo il vento e il fuoco di una nuova
Pentecoste.
5. Lo Spirito Santo "Maestro interiore"
Cari giovani, anche oggi lo Spirito Santo continua dunque ad agire con
potenza nella Chiesa e i suoi frutti sono abbondanti nella misura in cui
siamo disposti ad aprirci alla sua forza rinnovatrice. Per questo è
importante che ciascuno di noi Lo conosca, entri in rapporto con Lui e da
Lui si lasci guidare. Ma a questo punto sorge naturalmente una domanda: chi
è per me lo Spirito Santo? Non sono infatti pochi i cristiani per i quali
Egli continua ad essere il "grande sconosciuto". Ecco perché, preparandoci
alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù, ho voluto invitarvi ad
approfondire la conoscenza personale dello Spirito Santo. Nella nostra
professione di fede proclamiamo: «Credo nello Spirito Santo, che è Signore e
dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio» (Simbolo di
Nicea-Costantinopoli). Sì, lo Spirito Santo, Spirito d'amore del Padre e del
Figlio, è Sorgente di vita che ci santifica, «perché l'amore di Dio è stato
riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato
dato» (Rm 5,5). Tuttavia non basta conoscerLo; occorre accoglierLo come
guida delle nostre anime, come il "Maestro interiore" che ci introduce nel
Mistero trinitario, perché Egli solo può aprirci alla fede e permetterci di
viverla ogni giorno in pienezza. Egli ci spinge verso gli altri, accende in
noi il fuoco dell'amore, ci rende missionari della carità di Dio.
So bene quanto voi giovani portiate nel cuore grande stima ed amore verso
Gesù, come desideriate incontrarLo e parlare con Lui. Ebbene ricordatevi che
proprio la presenza dello Spirito in noi attesta, costituisce e costruisce
la nostra persona sulla Persona stessa di Gesù crocifisso e risorto.
Rendiamoci dunque familiari dello Spirito Santo, per esserlo di Gesù.
6. I Sacramenti della Confermazione e dell'Eucaristia
Ma - direte - come possiamo lasciarci rinnovare dallo Spirito Santo e
crescere nella nostra vita spirituale? La risposta - lo sapete - è: lo si
può per mezzo dei Sacramenti, perché la fede nasce e si irrobustisce in noi
grazie ai Sacramenti, innanzitutto a quelli dell'iniziazione cristiana: il
Battesimo, la Confermazione e l'Eucaristia, che sono complementari e
inscindibili (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1285). Questa verità
sui tre Sacramenti che sono all’inizio del nostro essere cristiani è forse
trascurata nella vita di fede di non pochi cristiani, per i quali essi sono
gesti compiuti nel passato senza incidenza reale sull’oggi, come radici
senza linfa vitale. Avviene che, ricevuta la Confermazione, diversi giovani
si allontanano dalla vita di fede. E ci sono anche giovani che nemmeno
ricevono questo sacramento. Eppure è con i sacramenti del Battesimo, della
Confermazione e poi, in modo continuativo, dell'Eucaristia che lo Spirito
Santo ci rende figli del Padre, fratelli di Gesù, membri della sua Chiesa,
capaci di una vera testimonianza al Vangelo, fruitori della gioia della
fede.
Vi invito perciò a riflettere su quanto qui vi scrivo. Oggi è
particolarmente importante riscoprire il sacramento della Confermazione e
ritrovarne il valore per la nostra crescita spirituale. Chi ha ricevuto i
sacramenti del Battesimo e della Confermazione ricordi che è diventato
"tempio dello Spirito": Dio abita in lui. Sia sempre cosciente di questo e
faccia sì che il tesoro che è in lui porti frutti di santità. Chi è
battezzato, ma non ha ancora ricevuto il sacramento della Confermazione, si
prepari a riceverlo sapendo che così diventerà un cristiano "compiuto",
poiché la Confermazione perfeziona la grazia battesimale (cfr CCC,
1302-1304).
La Confermazione ci dona una forza speciale per testimoniare e glorificare
Dio con tutta la nostra vita (cfr Rm 12,1); ci rende intimamente consapevoli
della nostra appartenenza alla Chiesa, "Corpo di Cristo", del quale tutti
siamo membra vive, solidali le une con le altre (cfr 1 Cor 12,12-25).
Lasciandosi guidare dallo Spirito, ogni battezzato può apportare il proprio
contributo all'edificazione della Chiesa grazie ai carismi che Egli dona,
poiché «a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per
l'utilità comune» (1 Cor 12,7). E quando lo Spirito agisce reca nell'animo i
suoi frutti che sono «amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà,
fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). A quanti tra voi non hanno
ancora ricevuto il sacramento della Confermazione rivolgo il cordiale invito
a prepararsi ad accoglierlo, chiedendo l'aiuto dei loro sacerdoti. E' una
speciale occasione di grazia che il Signore vi offre: non lasciatevela
sfuggire!
Vorrei qui aggiungere una parola sull'Eucaristia. Per crescere nella vita
cristiana, è necessario nutrirsi del Corpo e Sangue di Cristo: infatti,
siamo battezzati e confermati in vista dell'Eucaristia (cfr CCC, 1322;
Esort. apost. Sacramentum caritatis, 17). "Fonte e culmine" della vita
ecclesiale, l'Eucaristia è una "Pentecoste perpetua", poiché ogni volta che
celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spirito Santo che ci unisce più
profondamente a Cristo e in Lui ci trasforma. Se, cari giovani,
parteciperete frequentemente alla Celebrazione eucaristica, se consacrerete
un po' del vostro tempo all'adorazione del SS.mo Sacramento, dalla Sorgente
dell'amore, che è l'Eucaristia, vi verrà quella gioiosa determinazione di
dedicare la vita alla sequela del Vangelo. Sperimenterete al tempo stesso
che là dove non arrivano le nostre forze, è lo Spirito Santo a trasformarci,
a colmarci della sua forza e a renderci testimoni pieni dell'ardore
missionario del Cristo risorto.
7. La necessità e l'urgenza della missione
Molti giovani guardano alla loro vita con apprensione e si pongono tanti
interrogativi circa il loro futuro. Essi si chiedono preoccupati: Come
inserirsi in un mondo segnato da numerose e gravi ingiustizie e sofferenze?
Come reagire all'egoismo e alla violenza che talora sembrano prevalere? Come
dare senso pieno alla vita? Come contribuire perché i frutti dello Spirito
che abbiamo sopra ricordato, "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza,
bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé" (n. 6), inondino questo mondo
ferito e fragile, il mondo dei giovani anzitutto? A quali condizioni lo
Spirito vivificante della prima creazione e soprattutto della seconda
creazione o redenzione può diventare l'anima nuova dell'umanità? Non
dimentichiamo che quanto più è grande il dono di Dio - e quello dello
Spirito di Gesù è il massimo - altrettanto è grande il bisogno del mondo di
riceverlo e dunque grande ed appassionante è la missione della Chiesa di
darne testimonianza credibile. E voi giovani, con la Giornata Mondiale della
Gioventù, in certo modo attestate la volontà di partecipare a tale missione.
A questo proposito, mi preme, cari amici, ricordarvi qui alcune verità di
riferimento su cui meditare. Ancora una volta vi ripeto che solo Cristo può
colmare le aspirazioni più intime del cuore dell'uomo; solo Lui è capace di
umanizzare l'umanità e condurla alla sua "divinizzazione". Con la potenza
del suo Spirito Egli infonde in noi la carità divina, che ci rende capaci di
amare il prossimo e pronti a metterci al suo servizio. Lo Spirito Santo
illumina, rivelando Cristo crocifisso e risorto, ci indica la via per
diventare più simili a Lui, per essere cioè "espressione e strumento
dell'amore che da Lui promana" (Enc. Deus caritas est, 33). E chi si lascia
guidare dallo Spirito comprende che mettersi al servizio del Vangelo non è
un'opzione facoltativa, perché avverte quanto sia urgente trasmettere anche
agli altri questa Buona Novella. Tuttavia, occorre ricordarlo ancora,
possiamo essere testimoni di Cristo solo se ci lasciamo guidare dallo
Spirito Santo, che è «l'agente principale dell'evangelizzazione» (cfr
Evangelii nuntiandi, 75) e «il protagonista della missione» (cfr Redemptoris
missio, 21). Cari giovani, come hanno più volte ribadito i miei venerati
Predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, annunciare il Vangelo e
testimoniare la fede è oggi più che mai necessario (cfr Redemptoris missio,
1).
Qualcuno pensa che presentare il tesoro prezioso della fede alle persone che
non la condividono significhi essere intolleranti verso di loro, ma non è
così, perché proporre Cristo non significa imporlo (cfr Evangelii nuntiandi,
80). Del resto, duemila anni or sono dodici Apostoli hanno dato la vita
affinché Cristo fosse conosciuto e amato. Da allora il Vangelo continua nei
secoli a diffondersi grazie a uomini e donne animati dallo stesso loro zelo
missionario. Pertanto, anche oggi occorrono discepoli di Cristo che non
risparmino tempo ed energie per servire il Vangelo. Occorrono giovani che
lascino ardere dentro di sé l'amore di Dio e rispondano generosamente al suo
appello pressante, come hanno fatto tanti giovani beati e santi del passato
e anche di tempi a noi vicini. In particolare, vi assicuro che lo Spirito di
Gesù oggi invita voi giovani ad essere portatori della bella notizia di Gesù
ai vostri coetanei. L’indubbia fatica degli adulti di incontrare in maniera
comprensibile e convincente l'area giovanile può essere un segno con cui lo
Spirito intende spingere voi giovani a farvi carico di questo. Voi conoscete
le idealità, i linguaggi, ed anche le ferite, le attese, ed insieme la
voglia di bene dei vostri coetanei. Si apre il vasto mondo degli affetti,
del lavoro, della formazione, dell’attesa, della sofferenza giovanile...
Ognuno di voi abbia il coraggio di promettere allo Spirito Santo di portare
un giovane a Gesù Cristo, nel modo che ritiene migliore, sapendo "rendere
conto della speranza che è in lui, con dolcezza" (cfr 1 Pt 3,15).
Ma per raggiungere questo scopo, cari amici, siate santi, siate missionari,
poiché non si può mai separare la santità dalla missione (cfr Redemptoris
missio, 90). Non abbiate paura di diventare santi missionari come san
Francesco Saverio, che ha percorso l'Estremo Oriente annunciando la Buona
Novella fino allo stremo delle forze, o come santa Teresa del Bambino Gesù,
che fu missionaria pur non avendo lasciato il Carmelo: sia l'uno che l'altra
sono "Patroni delle Missioni". Siate pronti a porre in gioco la vostra vita
per illuminare il mondo con la verità di Cristo; per rispondere con amore
all'odio e al disprezzo della vita; per proclamare la speranza di Cristo
risorto in ogni angolo della terra.
8. Invocare una "nuova Pentecoste" sul mondo
Cari giovani, vi attendo numerosi nel luglio 2008 a Sydney. Sarà
un'occasione provvidenziale per sperimentare appieno la potenza dello
Spirito Santo. Venite numerosi, per essere segno di speranza e sostegno
prezioso per le comunità della Chiesa in Australia che si preparano ad
accogliervi. Per i giovani del Paese che ci ospiterà sarà un'opportunità
eccezionale di annunciare la bellezza e la gioia del Vangelo ad una società
per molti versi secolarizzata. L'Australia, come tutta l'Oceania, ha bisogno
di riscoprire le sue radici cristiane. Nell'Esortazione post-sinodale
Ecclesia in Oceania Giovanni Paolo II scriveva: «Con la potenza dello
Spirito Santo, la Chiesa in Oceania si sta preparando per una nuova
evangelizzazione di popoli che oggi sono affamati di Cristo... La nuova
evangelizzazione è una priorità per la Chiesa in Oceania» (n. 18).
Vi invito a dedicare tempo alla preghiera e alla vostra formazione
spirituale in quest'ultimo tratto del cammino che ci conduce alla XXIII
Giornata Mondiale della Gioventù, affinché a Sydney possiate rinnovare le
promesse del vostro Battesimo e della vostra Confermazione. Insieme
invocheremo lo Spirito Santo, chiedendo con fiducia a Dio il dono di una
rinnovata Pentecoste per la Chiesa e per l'umanità del terzo millennio.
Maria, unita in preghiera agli Apostoli nel Cenacolo, vi accompagni durante
questi mesi ed ottenga per tutti i giovani cristiani una nuova effusione
dello Spirito Santo che ne infiammi i cuori. Ricordate: la Chiesa ha fiducia
in voi! Noi Pastori, in particolare, preghiamo perché amiate e facciate
amare sempre più Gesù e Lo seguiate fedelmente. Con questi sentimenti vi
benedico tutti con grande affetto.
Da Lorenzago, 20 luglio 2007
BENEDICTUS PP. XVI
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