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Mons. Migliore interveniva alla 45ma
Sessione della Commissione per lo Sviluppo sociale del Consiglio economico e
sociale delle Nazioni Unite.
New York, 10
febbraio 2007 (Kath.Net/SIR) - „L’accesso ad un
lavoro decente, sicuro e appagante per coloro che vivono in estrema povertà
è fondamentale per il raggiungimento dello sviluppo sociale“. A puntare il
dito contro lo „scandalo dell’estrema povertà“, è stato Monsignore Celestino
Migliore, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, intervenendo alla
45ma Sessione della Commissione per lo Sviluppo sociale del Consiglio
economico e sociale delle Nazioni Unite.
„Nessun governo, dovrebbe tollerare l’estrema povertà nel mondo di oggi“, ha
detto Migliore, per il quale „i più poveri dovrebbero essere la particolare
preoccupazione di ogni governo e di ogni società civile“. Altra categoria
che andrebbe maggiormente tutelata, per la Santa Sede, è quella dei
migranti, ormai diventati „un importante fonte di lavoro“.
Spesso „motivati dal semplice desiderio di lavoro in modo da sostenere le
loro famiglie“, anche i migranti devono ricever „salari equi e protezione
legislativa“. Per Migliore, inoltre, si dovrebbero trovare „soluzioni legali
per permettere alle famiglie di riunirsi“. „Troppo spesso – ha osservato
l’esponente vaticano – la mancanza di una vita familiare normale porta a
mali come il traffico di essere umani e la prostituzione ai margini delle
comunità migranti“.
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