Nel cuore della mia visita pastorale a Genova, siamo giunti all’ora del
consueto appuntamento domenicale dell’Angelus, e il mio pensiero ritorna
naturalmente al Santuario di Nostra Signora della Guardia, dove questa
mattina ho sostato in preghiera. Pellegrino a quell’oasi montana si recò
molte volte il Papa Benedetto XV, vostro illustre concittadino, il quale
fece collocare una riproduzione della cara effigie della Madonna della
Guardia nei Giardini Vaticani. E come fece il mio venerato Predecessore
Giovanni Paolo II, nel suo primo pellegrinaggio apostolico a Genova, anch’io
ho voluto iniziare la mia visita pastorale con l’omaggio alla celeste Madre
di Dio, che dall’alto del monte Figogna veglia sulla Città e su tutti i suoi
abitanti.
La tradizione narra che a Benedetto Pareto, inquieto perché non sapeva come
rispondere all’invito di costruire una chiesa in quel luogo tanto remoto
dalla città, la Madonna, nella sua prima apparizione, disse: "Confida in me!
I mezzi non ti mancheranno. Con il mio aiuto tutto ti sarà facile. Mantieni
solo ferma la tua volontà". "Confida in me!" Questo ci ripete oggi Maria.
Un’antica preghiera, assai cara alla tradizione popolare, ci fa rivolgere a
Lei queste fiduciose parole, che oggi facciamo nostre: "Ricordati, o Vergine
Maria, che non si è mai udito che alcuno sia ricorso al tuo patrocinio,
abbia implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione, e sia stato
abbandonato". È con questa certezza che invochiamo la materna assistenza
della Madonna della Guardia sulla vostra Comunità diocesana, sui suoi
Pastori, le persone consacrate, i fedeli laici: i giovani, le famiglie, gli
anziani. A Lei chiediamo di vegliare, in modo particolare, sugli ammalati e
su tutti i sofferenti, e di rendere fruttuose le iniziative missionarie che
sono in cantiere, per recare a tutti l’annuncio del Vangelo. A Maria
affidiamo insieme l’intera Città, con la sua variegata popolazione, le sue
attività culturali, sociali ed economiche; i problemi e le sfide di questi
nostri tempi, e l’impegno di quanti cooperano per il bene comune.
Il mio sguardo si allarga ora a tutta la Liguria, costellata di chiese e
santuari mariani, posti come una corona tra il mare e i monti. Insieme con
voi, ringrazio Dio per la fede robusta e tenace delle generazioni passate
che, nel corso dei secoli, hanno scritto pagine memorabili di santità e di
umana civiltà. La Liguria, ed in particolare Genova, è da sempre una terra
aperta sul Mediterraneo e sul mondo intero: quanti missionari sono partiti
da questo porto per le Americhe e per altre terre lontane! Quanta gente da
qui è emigrata per altri Paesi, povera forse di risorse materiali, ma ricca
di fede e di valori umani e spirituali, che hanno poi trapiantato nei luoghi
di approdo! Continui Maria, Stella del mare, a brillare su Genova; continui
Maria, Stella della speranza, a guidare il cammino dei Genovesi,
specialmente delle nuove generazioni, perché seguano, con il suo aiuto, la
giusta rotta nel mare spesso tempestoso della vita.