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Castel Gandolfo, 18 agosto 2007 (Kath.Net)
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Cari fratelli e sorelle!
C’è un’espressione di Gesù, nel Vangelo di questa domenica, che attira ogni
volta la nostra attenzione e richiede di essere ben compresa. Mentre è in
cammino verso Gerusalemme, dove lo attende la morte di croce, Cristo confida
ai suoi discepoli: "Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra?
No, vi dico, ma la divisione". E aggiunge: "D’ora innanzi in una casa di
cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro
figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre,
suocera contro nuora e nuora contro suocera" (Lc 12,51-53). Chiunque conosca
minimamente il Vangelo di Cristo, sa che è messaggio di pace per eccellenza;
Gesù stesso, come scrive san Paolo, "è la nostra pace" (Ef 2,14), morto e
risorto per abbattere il muro dell’inimicizia e inaugurare il Regno di Dio
che è amore, gioia e pace. Come si spiegano allora queste sue parole? A che
cosa si riferisce il Signore quando dice di essere venuto a portare –
secondo la redazione di san Luca – la "divisione", o – secondo quella di san
Matteo – la "spada" (Mt 10,34)?
Questa espressione di Cristo significa che la pace che Egli è venuto a
portare non è sinonimo di semplice assenza di conflitti. Al contrario, la
pace di Gesù è frutto di una costante lotta contro il male. Lo scontro che
Gesù è deciso a sostenere non è contro uomini o poteri umani, ma contro il
nemico di Dio e dell’uomo, Satana. Chi vuole resistere a questo nemico
rimanendo fedele a Dio e al bene deve necessariamente affrontare
incomprensioni e qualche volta vere e proprie persecuzioni. Perciò, quanti
intendono seguire Gesù e impegnarsi senza compromessi per la verità devono
sapere che incontreranno opposizioni e diventeranno, loro malgrado, segno di
divisione tra le persone, addirittura all’interno delle loro stesse
famiglie. L’amore per i genitori infatti è un comandamento sacro, ma per
essere vissuto in modo autentico non può mai essere anteposto all’amore di
Dio e di Cristo. In tal modo, sulle orme del Signore Gesù, i cristiani
diventano "strumenti della sua pace", secondo la celebre espressione di san
Francesco d’Assisi. Non di una pace inconsistente e apparente, ma reale,
perseguita con coraggio e tenacia nel quotidiano impegno di vincere il male
con il bene (cfr Rm 12,21) e pagando di persona il prezzo che questo
comporta.
La Vergine Maria, Regina della Pace, ha condiviso fino al martirio
dell’anima la lotta del suo Figlio Gesù contro il Maligno, e continua a
condividerla sino alla fine dei tempi. Invochiamo la sua materna
intercessione, perché ci aiuti ad essere sempre testimoni della pace di
Cristo, mai scendendo a compromessi con il male.
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