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Vaticano, 17 dicembre 2007 (Kath.net/SIR)
- Un’opportunità per “rimirare nelle virtù del martirio e nelle opere
dei santi l’inesauribile fecondità del Vangelo, che è sempre capace di
incarnarsi nelle diverse culture e nelle differenti epoche storiche”. Così
il card. José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei
Santi, ha sintetizzato il senso del lavoro in tale organismo pontificio,
ringraziando il Papa per l’udienza concessa oggi alla Congregazione delle
Cause dei Santi e al Collegio dei Postulatori.
“Accanto al Papa e in obbedienza a lui – ha
detto il porporato - la nostra diaconia respira le dimensioni universali
della Chiesa e condivide la carità pastorale del suo Capo visibile, il
quale, anche attraverso le beatificazioni e le canonizzazioni, edifica il
popolo di Dio, mostrandogli nuovi modelli di vita cristiana”.
Di qui la possibilità di “ascoltare i battiti
del cuore della Chiesa, che loda e serve Dio soprattutto con la santità dei
suoi figli” ed “il privilegio di contemplare l'opera santificante dello
Spirito Divino che imprime i lineamenti di Cristo in ogni battezzato”. In
questa prospettiva, per il presente della Congregazione pontificia, “i santi
ci sono di grande stimolo ed aiuto”, perché “tutta la storia della Chiesa è
storia di santità, animata dall'unico Amore che ha la sua fonte in Dio",
come scrive lo stesso Benedetto XVI nella sua prima enciclica, “Deus caritas
est”.
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