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Vaticano, 29 aprile 2007 (Kath.Net)
- Alle ore 9.00 di oggi, IV Domenica di Pasqua e 44ma
Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni sul tema: „La vocazione al
servizio della Chiesa comunione“, nella Basilica Vaticana il Santo Padre
Benedetto XVI presiede la Santa Messa nel corso della quale conferisce
l’Ordinazione presbiterale a 22 diaconi della Diocesi di Roma.
Concelebrano con il Papa: l’Em.mo Card. Camillo Ruini, Vicario Generale di
Sua Santità per la Diocesi di Roma, S.E. Mons. Luigi Moretti, Vicegerente, i
Vescovi Ausiliari, i Superiori dei Seminari interessati e i Parroci degli
ordinandi.
Nel corso della Liturgia dell’ordinazione, il Santo Padre pronuncia la
seguente omelia:
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato,
cari Ordinandi, cari fratelli e sorelle!
L’odierna IV Domenica di Pasqua, tradizionalmente detta del „Buon Pastore“,
riveste per noi, che siamo raccolti in questa Basilica Vaticana, un
particolare significato. E’ un giorno assolutamente singolare soprattutto
per voi, cari Diaconi, ai quali, come Vescovo e Pastore di Roma, sono lieto
di conferire l’Ordinazione sacerdotale.
Entrerete così a far parte del nostro „presbyterium“. Insieme con il
Cardinale Vicario, i Vescovi Ausiliari ed i sacerdoti della Diocesi,
ringrazio il Signore per il dono del vostro sacerdozio, che arricchisce la
nostra Comunità di 22 nuovi Pastori.
La densità teologica del breve brano evangelico, che è stato poco fa
proclamato, ci aiuta a meglio percepire il senso e il valore di questa
solenne Celebrazione. Gesù parla di sé come del Buon Pastore che dà la vita
eterna alle sue pecore (cfr Gv 10,28).
Quella del pastore è un’immagine ben radicata nell'Antico Testamento e cara
alla tradizione cristiana. Il titolo di „pastore d’Israele“ viene attribuito
dai Profeti al futuro discendente di Davide, e pertanto possiede un’indubbia
rilevanza messianica (cfr Ez 34,23).
Gesù è il vero Pastore d’Israele, in quanto è il Figlio dell’uomo che ha
voluto condividere la condizione degli esseri umani per donare loro la vita
nuova e condurli alla salvezza. Significativamente al termine „pastore“
l’evangelista aggiunge l’aggettivo kalós „bello“, che egli utilizza
unicamente in riferimento Gesù e alla sua missione.
Anche nel racconto delle nozze di Cana l’aggettivo kalós viene impiegato due
volte per connotare il vino offerto da Gesù ed è facile vedere in esso il
simbolo del vino buono dei tempi messianici (cfr Gv 2,10).
„Io do loro (alle mie pecore) la vita eterna e non andranno mai perdute“ (Gv
10,28). Così afferma Gesù, che poco prima aveva detto: „Il buon pastore
offre la vita per le pecore“ (cfr Gv 10,11). Giovanni utilizza il verbo
tithénai - offrire, che ripete nei versetti seguenti (15.17.18); lo stesso
verbo troviamo nel racconto dell’Ultima Cena, quando Gesù „depose“ le sue
vesti per poi „riprenderle“ (cfr Gv 13, 4.12).
E’ chiaro che si vuole in questo modo affermare che il Redentore dispone con
assoluta libertà della propria vita, così da poterla offrire e poi
riprendere liberamente. Cristo è il vero Buon Pastore che ha dato la vita
per le sue pecore -per noi- immolandosi sulla Croce.
Egli conosce le sue pecore e le sue pecore lo conoscono, come il Padre
conosce Lui ed Egli conosce il Padre (cfr Gv 10,14-15). Non si tratta di
mera conoscenza intellettuale, ma di una relazione personale profonda; una
conoscenza del cuore, propria di chi ama e di chi è amato; di chi è fedele e
di chi sa di potersi a sua volta fidare; una conoscenza d’amore in virtù
della quale il Pastore invita i suoi a seguirlo, e che si manifesta
pienamente nel dono che fa loro della vita eterna (cfr Gv 10,27-28).
Cari Ordinandi, la certezza che Cristo non ci abbandona e che nessun
ostacolo potrà impedire la realizzazione del suo universale disegno di
salvezza sia per voi motivo di costante consolazione -anche nel giorno di
difficoltà- e di incrollabile speranza.
La bontà del Signore è sempre con voi ed è forte. Il Sacramento dell’Ordine
che state per ricevere vi farà partecipi della stessa missione di Cristo;
sarete chiamati a spargere il seme della sua Parola -il seme che porta in sé
il Regno di Dio-, a dispensare la divina misericordia e a nutrire i fedeli
alla mensa del suo Corpo e del suo Sangue.
Per essere suoi degni ministri dovrete alimentarvi incessantemente
dell’Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana. Accostandovi
all’altare, vostra quotidiana scuola di santità, di comunione con Gesù, del
modo di entrare nei Suoi sentimenti; accostandovi all’altare per rinnovare
il sacrificio della Croce, scoprirete sempre più la ricchezza e tenerezza
dell'amore del divino Maestro, che oggi vi chiama ad una più intima amicizia
con Lui.
Se lo ascolterete docilmente, se lo seguirete fedelmente, imparerete a
tradurre nella vita e nel ministero pastorale il suo amore e la sua passione
per la salvezza delle anime. Ciascuno di voi, cari Ordinandi, diventerà con
l’aiuto di Gesù un buon pastore, pronto a dare, se necessario, anche la vita
per Lui.
Così avvenne all’inizio del cristianesimo con i primi discepoli, mentre,
come abbiamo ascoltato nella prima Lettura, il Vangelo andava diffondendosi
tra consolazioni e difficoltà. Vale la pena di sottolineare le ultime parole
del brano degli Atti degli Apostoli che abbiamo ascoltato: „I discepoli
erano pieni di gioia e di Spirito Santo“ (13,52).
Malgrado le incomprensioni e i contrasti, l’apostolo di Cristo non smarrisce
la gioia, anzi è il testimone di quella gioia che scaturisce dall’essere con
il Signore, dall’amore per Lui e per i fratelli. Nell’odierna Giornata
Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che quest’anno ha come tema „La
vocazione al servizio della Chiesa comunione“, preghiamo perché quanti sono
scelti a così alta missione siano accompagnati dall’orante comunione di
tutti i fedeli.
Preghiamo perché cresca in ogni parrocchia e comunità cristiana l’attenzione
per le vocazioni e per la formazione dei sacerdoti: essa inizia in famiglia,
prosegue in seminario e coinvolge tutti coloro che hanno a cuore la salvezza
delle anime.
Cari fratelli e sorelle che partecipate a questa suggestiva celebrazione, e
in primo luogo voi, parenti, familiari e amici di questi 22 Diaconi che tra
poco saranno ordinati presbiteri! Attorniamoli, questi nostri fratelli nel
Signore, con la nostra spirituale solidarietà. Preghiamo perché siano fedeli
alla missione a cui oggi il Signore li chiama, e siano pronti a rinnovare
ogni giorno a Dio il loro „sì“, il loro „eccomi“ senza riserve.
E chiediamo al Padrone della messe, in questa Giornata per le Vocazioni, che
continui a suscitare molti e santi presbiteri, totalmente dediti al servizio
del popolo cristiano.
In questo momento tanto solenne e importante della vostra esistenza, è
ancora a voi, cari Ordinandi, che mi dirigo con affetto. A voi quest’oggi
Gesù ripete: „Non vi chiamo più servi, ma amici“.
Accogliete e coltivate questa divina amicizia con „amore eucaristico“! Vi
accompagni Maria, celeste Madre dei Sacerdoti; Lei, che sotto la Croce si è
unita al Sacrificio del suo Figlio e, dopo la risurrezione, nel Cenacolo ha
accolto insieme con gli Apostoli e con gli altri discepoli il dono dello
Spirito, aiuti voi e ciascuno di noi, cari fratelli nel Sacerdozio, a
lasciarci trasformare interiormente dalla grazia di Dio.
Solo così è possibile essere immagini fedeli del Buon Pastore; solo così si
può svolgere con gioia la missione di conoscere, guidare e amare il gregge
che Gesù si è acquistato a prezzo del suo sangue. Amen!
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