|
Lo ha detto ieri a Roma il card.Miloslav
Vlk, arcivescovo di Praga, parlando ai giornalisti a margine dell’incontro
del Papa con i vescovi amici del Movimento dei Focolari.
Praga, 9 febbraio 2007
(Kath.Net) - Non tutti coloro che sono negli elenchi erano
collaborazionisti, molti sono stati accusati ingiustamente e le notizie sono
state gonfiate dai giornali. Tutto ciò mentre i membri della polizia segreta
ricoprono ancora incarichi di Stato nella pubblica amministrazione. Così si
accusa la Chiesa distogliendo l’attenzione dalle loro responsabilità”.
Lo ha detto ieri a Roma il card.Miloslav Vlk,
arcivescovo di Praga, parlando ai giornalisti a margine dell’incontro del
Papa con i vescovi amici del Movimento dei Focolari. “Nella mia diocesi, su
500 sacerdoti, solo 45 hanno collaborato. Ma tutti i sacerdoti subivano
delle pressioni enormi e dei ricatti, anche con la minaccia del martirio –
ha ricordato il card. Vlk, che è stato in carcere durante il regime e quando
è stato liberato è stato costretto a mantenersi facendo il lavavetri.
"Non tutti sono nati
per l’eroismo. I due o tre sacerdoti che hanno commesso colpe gravi sono
stati già mandati via”. La Chiesa ceca aveva infatti già effettuato nei
primi anni ’90 una verifica interna per risolvere la questione a livello
ecclesiale, con lettere di scuse e un pellegrinaggio di pentimento al
santuario Velehrad per tutti coloro che avevano collaborato come spie. Nei
giorni scorsi la Conferenza episcopale, al termine dell’assemblea plenaria,
ha pubblicato un documento di precisazioni.
|