|
Dobbiamo essere devoti della Madonna perché la
Madonna e' la nostra Mamma.
Quella volta che S. Giovanni Bosco, durante
un’istruzione, chiese ai fedeli: “Chi e' la Madonna?”, ebbe parecchie
risposte: la Madonna e' la Madre di Dio, e' la Regina del cielo, e'
l’Immacolata... Ma S. Giovanni Bosco voleva soprattutto una risposta, e la
diede lui stesso: “La Madonna e' la nostra Mamma”.
Se e', la Madre di Dio, la Regina del cielo,
l’Immacolata, l’Assunta in Paradiso, e' la nostra Madre.
La Madonna e' la Madre Divina del Corpo Mistico,
e' la Madre di Gesu' e di noi, fratelli di Gesu'. Il papa Paolo VI dice: “La
Madonna e' Madre di Cristo, percio' Madre di Dio e Madre nostra”.
“Ecco tua madre”
Questo e' il primo fondamento della devozione alla Madonna: la sua
Maternita' e la nostra figliolanza. Per ciascuno di noi valgono le divine
parole di Gesu' a Maria Santissima “Ecco tuo figlio”, e al discepolo
Giovanni, “Ecco tua madre” (Gv 19,27).
Pensando a tale realta', gli affetti e la
tenerezza dovrebbero fortemente commuoverci: la stessa Maternita' che la
Madonna ebbe verso Gesu' si estende fino a ciascuno di noi, ed Ella ci
prende tutti spiritualmente come suoi figli, nel suo seno, nel suo cuore,
fra le sue braccia.
Grazie, Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito
Santo!
Aveva ragione P. Pio quella volta che gli venne
chiesta qualcosa sulla Madonna, ed egli rispose: “La Madonna e' la nostra
Mamma!”, senza riuscire a frenare la commozione fino alle lagrime. Quale
verità piu' dolce di questa per noi?
Aveva ragione anche S. Massimiliano M. Kolbe quella volta che per le
strade di Roma, udito un uomo bestemmiare la Madonna, lascio' i confratelli,
si avvicino' a quell’uomo e con le lagrime agli occhi gli disse: “Ma tu la
bestemmieresti tua madre?”. E quello, colpito dal giovane frate, chiese
perdono e promise di non farlo piu'.
Dovremmo davvero provare gaudio nel sapere, nel sentire, nel chiamare la
Madonna nostra Mamma.
Pensiamo alla foga affettuosa con cui S. Gemma Galgani chiamava la
Madonna “Mamma!”. Sembrava non saziarsi mai di chiamarla cosi'. In un’estasi
arrivo' a chiamare la Madonna per trenta volte “Mamma”. Una volta confido'
espressamente alla Madonna: “Mamma mia, quanto godo nel chiamarti Mamma! Il
mio cuore, lo vedi, mi salta come quando ricorda Gesu'”.
Presso la nostra culla
Quando e' che la Madonna diviene nostra Mamma, e
noi suoi figli?
Nel S. Battesimo. Con l’infusione della grazia
battesimale nell’anima si viene rigenerati “nell’acqua e nello Spirito
Santo” (Gv 3,5), diventando figli di Dio e di Maria, fratelli di Gesu'.
Con ragione S. Leone Magno diceva che ogni fonte
battesimale e' il seno verginale di Maria! Per questo dovremmo dire che ogni
cristiano nasce nel S. Battesimo con la devozione alla Madonna, perché nasce
figlio di Maria, e al figlio e' connaturale amare la mamma per istinto.
Presso la culla di ogni bambino battezzato, insieme alla mamma naturale c’e'
la Mamma soprannaturale. E fra le due mamme, la piu' vera mamma e' quella
soprannaturale, perché e' la genitrice della vita spirituale, mentre la
mamma naturale e' la genitrice della vita corporale. Anzi, di tanto la
Madonna e' maggiormente nostra Mamma, di quanto l’ordine soprannaturale
supera l’ordine naturale. Per questo avevano ragione quei Santi, come S.
Giuseppe da Copertino, che consideravano la mamma terrena solo una “nutrice”
rispetto alla Madre della vita spirituale. La mamma di S. Gaetano consacro'
il suo bambino alla Madonna fin dalla nascita e si considerava da se stessa
soltanto “nutrice” del figlio..., che chiamava “Gaetano di Maria”.
E' certamente dolce e salutare questa pia usanza
di consacrare i bambini alla Madonna, che e' la vera Mamma di noi tutti. E
ci furono mamme cristiane che ebbero la santa ispirazione di consacrare i
loro bambini alla Madonna prima ancora che nascessero. Cosi' fecero, ad
esempio, le mamme di S. Antonio da Padova e di S. Pietro M. Chanel.
Il B. Stefano Bellesini, parroco per molti anni
nel Santuario mariano a Genazzano, introdusse la pia usanza di portare i
bambini appena battezzati all’altare della Madonna per consacrarli alla
Celeste Mamma. E il S. Curato d’Ars esortava tutti i genitori a consacrare
ogni giorno i figli alla Madonna, come faceva la mamma di S. Gerardo. I
genitori ricordino questi esempi e vogliano imitarli.
Ci ama senza confronti
Soltanto la fede ci fa scoprire queste realta', illuminando i nostri
rapporti con la Madonna nel loro contenuto vitale piu' profondo e soave. Noi
siamo indivisibilmente legati alla Madonna, come il figlio e' legato alla
madre. E siamo legati a Lei come figli, non con i vincoli della “carne e del
sangue” (Gv 1,13), ma con quelli dello Spirito, ossia con i vincoli piu'
alti e indistruttibili. Né sara' possibile alcun confronto fra l’amore che
ci porta la nostra Mamma celeste e quello di qualsiasi altra mamma. Diceva
molto bene il S. Curato d’Ars: “Il Cuore di Maria e' cosi' tenero per noi,
che i cuori di tutte le madri uniti insieme non sono a paragone che un pezzo
di ghiaccio... La Vergine Santissima e' cosi' buona che ci tratta sempre
amorosamente e non ci castiga mai. Il Figliuolo ha la sua giustizia, mentre
la Madre non ha che l’amore”.
A S. Alfonso Rodriguez successe una volta di
uscire in queste ardenti espressioni, mentre pregava la Madonna: “Oh, quanto
io vi voglio bene, o Signora degli Angeli e Madre del mio Dio!... Quanto
grande e' l’amore che vi porto!... Piu' grande di quanto Voi ne portiate a
me!”. Gli apparve allora la Madonna, bellissima e dolcissima, e
amorevolmente lo riprese: “No, Alfonso, questo no. Tu t’inganni: molto piu'
bene voglio io a te, senza confronto”. Proprio lo stesso santo, da vecchio,
mentre un giorno saliva a pregare sul monte in una Cappella della Madonna,
senti' una mano delicata asciugargli il sudore che grondava dalla fronte.
Fino a tanto arriva la tenerezza materna della Madonna!
Pensiamo alle premure amorevoli della Madonna
anche per cose semplici come le faccende domestiche. Una volta S. Caterina
da Siena si vide aiutare dalla Madonna a impastare il pane; S. Zita,
smarritasi di notte, si vide accompagnare dalla Madonna nel tornare a casa;
S. Veronica Giuliani veniva aiutata dalla Madonna anche a fare il bucato,
tanto e' vero che la santa nel lavare era molto piu' veloce delle
consorelle; e le consorelle capirono bene che la Madonna l’aiutava, perché
ogni tanto S. Veronica diceva, come fuori di sé: “Madonna mia, volete fare
ogni cosa voi? Non volete che io faccia niente?”.
Non esagerava quindi il B. Contardo Ferrini
quando terminava le sue lettere raccomandando al destinatario di ricordarlo
“alla cara amorosissima Mamma nostra”; cosi' come non esageravano i Santi a
tributarle titoli di amore tenerissimo senza misura.
P. Pio da Pietrelcina, in una lettera al suo
Padre spirituale, arriva a chiamare “tiranna” la Madonna, perché gli riversa
nel cuore “tali e tante grazie” da non poterne piu', fino a farlo uscire “in
escandescenze”. Dolcissima tirannia e felici escandescenze! Davvero si puo'
dire dell’amore della Madonna quel che S. Paolo diceva dell’amore di Gesu':
e' amore che “supera ogni conoscenza” (Ef 3,19).
Mai sazi nell’amarla
La Madonna e' il capolavoro dell’amore di Dio,
di tutto l’amore che Dio ha riversato sulle creature: amore materno, amore
filiale, amore sponsale, amore verginale. S. Massimiliano M. Kolbe arriva a
dire che l’Immacolata e' quasi l’incarnazione dello Spirito Santo Amore:
Ella e' la Concezione Immacolata creata, mentre lo Spirito Santo e' la
Concezione Immacolata Increata.
Ricambiamo il suo amore, quindi, con ogni
trasporto, anche se non potremo mai e poi mai amarla come si dovrebbe. Una
volta una figlia spirituale disse a P. Pio: “Beato voi, Padre, che amate
tanto la Madonna!”. P. Pio rispose: “Vorrei poterLa amare quanto merita, ma
ricordati che tutti i Santi e gli Angeli insieme non possono degnamente
amare e lodare la Madre di Dio”.
Non dovremmo sentirci mai sazi di amare la
Madonna. “Chi mangia di me, avra' ancora fame, chi beve di me avra' ancor
sete” (Sir 24,20); cosi' fa dire la Liturgia alla B. Vergine. E i Santi
l’hanno amata cosi', fino al punto di non sapere piu' come contenere il
desiderio di morire presto per andare vicino a Lei. Cosi' dicevano ad
esempio S. Stanislao Kotska, S. Antonio M. Claret, S. Bernardetta Soubirous.
Una volta, alcuni confratelli mandarono a S.
Massimiliano M. Kolbe l’augurio di poter volare presto in Cielo presso
l’Immacolata. Il Santo rispose: “Ringrazio coloro che... particolarmente mi
hanno augurato non una lunga vita, ma una sollecita morte per trovarmi con
l’Immacolata”.
Quell’ardente apostolo che fu S. Leonardo da
Porto Maurizio predicava anche dal pulpito questo suo desiderio di morire
subito per raggiungere la Beata Vergine in Paradiso. Una volta, predicando,
arrivo' a dire: “Io bramo di morire per vivere con Maria. E voi recitate
un’Ave Maria per me. Ottenetemi la grazia di morire adesso su questo
pulpito... Voglio andare a vedere Maria”. E' la stessa brama veemente che
bruciava il cuore di S. Paolo (Fil 1,23), rivolta a Maria SS.: “Bramo morire
per stare con Maria”.
Chi ama non ragiona come chi non ama.
Sul letto di morte
Se la Madonna e' stata presso la nostra culla con il S. Battesimo, dobbiamo
bramare che si trovi anche presso il nostro letto nell’ora della morte. Non
lo chiediamo forse in ogni Ave Maria? “Prega per noi peccatori adesso e
nell’ora della nostra morte”. E' li', sul letto di morte, che si combatte
l’ultima lotta, quella decisiva per l’eternita'. Ebbene, se avremo la
Madonna accanto a noi, potremo star sicuri che Ella, come sempre,
“schiaccera' la testa” al serpente infernale (Gn 3,15).
Per questo i Santi pregavano e speravano di aver
la Madonna vicina nell’ora della morte. Ricordiamo le commosse parole di S.
Alfonso nella sua “Visita a Maria SS.”: “Madre mia, Maria, per l’amore che
portate a Dio, Vi prego di aiutarmi sempre, ma piu' nell’ultimo punto della
mia vita. Non mi lasciate, fintanto che non mi vedrete gia' salvo in Cielo,
a benedirvi ed a cantare le vostre misericordie per tutta l’eternita'. Cosi'
spero. Cosi' sia”.
S. Bonaventura ha scritto che “la pia
invocazione della Vergine e' segno di salvezza”. E l’ultima preghiera a
Maria ha accompagnato il passaggio nell’aldila' di molti Santi. Né possiamo
dimenticare che Gesu' stesso, nel grido che diede sulla Croce prima di
spirare, pronunzio' la parola “Mamma!”: ultimo aggrappo della umanita' del
Figlio alla dolce Mamma. Ma ricordiamo alcuni esempi dei Santi.
S. Francesco d’Assisi mori' in S. Maria degli
Angeli, ai piedi della Celeste Regina.
S. Antonio di Padova mori' cantando l’inno
mariano: “O gloriosa Signora! esaltata sopra le stelle”.
S. Camillo de Lellis sul letto di morte volle un
quadro del Crocifisso con la Madonna ai piedi della Croce. Con quale
passione pregava la Vergine Addolorata di intercedere per lui!
S. Giuseppe Benedetto Labre mori' dopo l’ultima
lunga orazione dinanzi alla Madonna dei monti a Roma.
S. Giovan Giuseppe della Croce pronunzio' le sue
ultime parole in agonia, dicendo al fratello: “Ti raccomando la Madonna!”. E
la B. Anna M. Taigi mori' raccomandando alla sua famiglia la devozione alla
Madonna e la recita del Rosario ogni giorno.
S. Bernardetta mori' pregando negli ultimi
istanti: “Santa Maria, prega per me, povera peccatrice...”.
S. Gabriele dell’Addolorata durante l’agonia fu
visto agitarsi; si credette che volesse cambiare posizione. “No - sussurro'
- l’immagine della Madonna”. Era sul letto, ma fra le pieghe della coperta.
Gliela diedero; egli la guardo' con amore ardente e disse: “Mamma mia, fai
presto”.
S. Vincenza Gerosa pronunzio' la sua ultima
parola prima di spirare: “Maria!”. La B. Agostina Pierantoni e S. Bertilla
Boscardin sono morte con quest’ultima invocazione sulle labbra: “Madonna
mia, aiutatemi!”.
S. Gemma Galgani alcuni giorni prima di morire
scrisse una lettera alla Madonna, in cui, a un certo punto, rivolgendosi a
Gesu', dice: “Prendila, Gesu', la povera anima mia, consegnala alla Mamma
tua, e non temero' nemmeno l’inferno”. Quando spiro', disse prima alla
Madonna: “Mamma mia, raccomando l’anima mia a te! Di’ a Gesu' che mi usi
misericordia”.
Il Ven.le P. Pio da Pietrelcina mori' tenendo
sulle labbra fino all’ultimo impercettibile respiro, i due nomi d’amore
“Gesu' Maria”.
Ci sono stati Santi che hanno avuto la grazia di
morire in un giorno particolarmente dedicato alla Madonna. S. Rita da Cascia
mori' di sabato e nel mese di maggio. Ugualmente, S. Giovanni della Croce
mori' in giorno di sabato. S. Giacinto e S. Stanislao Kotska morirono nel
grande giorno dell’Assunta. S. Maria Maddalena di Canossa mori' il giorno
dell’Addolorata. Il B. Stefano Bellesini chiese e ottenne di morire lucido,
pregando con il Rosario, e mori' il 2 febbraio, festa della Purificazione di
Maria, S. Gemma Galgani mori' il sabato santo. S. Massimiliano M. Kolbe
mori' il 14 di agosto, ai primi vespri dell’Assunta.
A molti Santi, sul letto di morte, e' stata
concessa la grazia della visione estatica della Madonna, come S. Giovanni di
Dio, il B. Angelico, S. Gerardo, S. Paolo della Croce. S. Antonino poté
beatamente dire nel giorno della sua morte: “Oggi vedro' la Madre mia!”.
Nell’ora della morte, la Madonna disse a S. Giovanni di Dio queste parole
consolanti per tutti i devoti: “Questa e' l’ora nella quale mai sono solita
mancare presso i miei devoti servi”.
Inutile aggiungere che pressoché tutti hanno
tenuto stretta fra le mani la corona del Rosario, legame sensibile con la B.
Vergine, quasi a farsi portare per mano nell’aldila' dalla Celeste Regina.
Beata la morte di chi invoca Maria! In quei
supremi momenti, la preghiera alla Madonna dona il celeste conforto di
sentirsi accanto la Mamma di tutte le misericordie; il ricordo dell’amore
alla Madonna dona la fiducia filiale nella salvezza eterna. Anzi, S.
Maddalena Sofia Barat con graziosa immagine dice che “la morte di un vero
devoto di Maria e' il balzo di un bambino tra le braccia della madre”.
Dopo la morte, S. Domenico Savio apparve tutto
splendente a S. Giovanni Bosco. Esulto' S. Giovanni Bosco e volle chiedergli
alcune cose:
- Quale fu la cosa piu' consolante per te in punto di morte?
- Don Bosco, indovini lei!
- Forse il pensiero di avere custodito bene il giglio della purezza?
- No.
- Forse il pensiero delle penitenze fatte durante la vita?
- Neppure questo.
- Allora sara' stata la coscienza tranquilla da ogni peccato?
- Questo pensiero mi giovo', ma la cosa piu' consolante per me nell’ora
della morte fu il pensare che ero stato devoto della Madonna!... Lo dica ai
suoi giovani e raccomandi con insistenza la devozione alla Madonna.
Valga anche per noi questa raccomandazione.
La Madonna è'
l’Immacolata
Un altro fondamento della devozione alla Madonna e' l’Immacolata Concezione.
La Madonna e' stata creata da Dio quale
capolavoro della nuova umanita' redenta, creata in grazia quale esemplare di
tutta la Chiesa che “contempla l’arcana santita' di Lei”, vede in Lei cio'
che dovra' divenire essa stessa, si volge a Lei come alla sua “Eccelsa
Figura” da riprodurre fedelmente (Lumen Gentium, 64-65).
Le meraviglie divine contenute nell’Immacolata
Concezione fanno di Maria Vergine la creatura supremamente grande,
impareggiabilmente bella, al di sopra di tutti i cori angelici, inferiore
solo a Dio.
S. Giuseppe da Copertino, il Santo dei mirabili
voli, molte volte, dinanzi a un’immagine di Maria, abbagliato dal suo
splendore, non riusciva a frenarsi e si sollevava in volo gridando con voce
ardente: “O Bella Maria! O Bella Maria!”. Una volta, nella Basilica di
Assisi, stando con altri confratelli nella Cappella dell’Immacolata, mentre
contemplava l’immagine di Maria, si giro' con volto rapito al Padre Custode
che gli era vicino, e gli disse con fervore: “Padre Custode, di’ con me:
“Bella Maria! Bella Maria!...””. Il Padre Custode ripeté di buon animo
quelle parole, ma senza il gran fervore del P. Giuseppe, il quale si animo'
ancor piu' e gli grido': “Padre Custode, di’ piu' forte: “Bella Maria! Bella
Maria!””. Il Padre Custode cerco' di ripetere con piu' forza quelle parole,
ma gia' si preoccupava nel vedere il volto tutto acceso del Santo, il quale
non potendone piu', con impeto abbraccio' quasi il Padre Custode e in volo
estatico lo sollevo' con sé da terra verso l’immagine della “Bella Maria”.
Anche all’umile S. Ubaldo accadde che, un
giorno, mentre cantava le litanie della Madonna in campagna, volo' in estasi
su un albero, gridando: “Quanto sei bella, Mamma mia! Quanto sei bella! ”.
Sul letto di morte il B. Angelico apparve rapito
in estasi negli ultimi istanti di vita e con il volto trasfigurato disse:
“La Madonna e' tanto piu' bella di quanto io l’abbia dipinta!”. Poteva mai
essere altrimenti? Se della regina Ester lo scrittore sacro disse che era
“di incredibile bellezza” (Est 2,15), che cosa doveva essere l’Immacolata?
“Paradiso di Dio”
L’ammirazione e la lode non saranno mai sufficienti per l’Immacolata
Concezione, “Paradiso di Dio”, come la chiamo' S. Germano. E l’estatica del
Carmelo, S. Maria Maddalena de’ Pazzi, defino' suggestivamente la Madonna
“Sazieta' della Trinita'”, arrivando a dire che se, per assurdo, in Paradiso
non ci fosse Dio, basterebbe la Madonna a essere il Paradiso per tutti gli
Angeli e i Santi.
Non si esagera. A noi capita piu' volte di
essere impotenti a descrivere le mirabili bellezze o grandezze di alcune
cose terrene. Che cosa dovra' essere allora della Madonna? S. Bernardetta ha
affermato che “quando si vede Maria non si desidera piu' la terra”.
Una volta il Ven. le P. Pio da Pietrelcina in un
colloquio estatico, trascritto dal suo Direttore spirituale, fu udito
esclamare alla Madonna: “Ah, Mammina bella, Mammina cara... dunque gli occhi
li avevi e belli!... aveva ragione Gesu'... si' sei bella... se non ci fosse
la fede, gli uomini ti direbbero Dea... gli occhi tuoi sono piu'
risplendenti del sole... sei bella, Mammina, me ne glorio, ti amo...”.
L’esperienza dell’estasi porta a
quest’affermazione: “Se non ci fosse la fede, gli uomini ti direbbero
Dea...”. Nell’Immacolata Concezione, infatti, noi troviamo l’immagine
sorgiva e stupenda della Deita', perché Immacolata Concezione significa
pienezza di Grazia, pienezza di Vita divina, pienezza di Amore. Grazia, Vita
divina, Amore, sono quasi impersonati nella Madonna: ecco Maria Immacolata,
la Figlia dell’Eterno Padre, la Madre dell’Eterno Figlio, la Sposa
dell’Eterno Spirito. Tutta la SS. Trinita' ha relazioni ineffabili di
affinita' con la Vergine Benedetta. Ella e' la “Tutta deificata”, diceva S.
Pier Damiani. Percio' aveva ragione S. Massimiliano di dire che la verita'
dell’Immacolata Concezione “e' piena di consolantissimi misteri”.
Creatura umana e celeste
Riflettiamo, inoltre, che l’Immacolata Concezione costituisce l’esemplare
perfettissimo della persona umana. Solo l’Immacolata e' la creatura tutta
umana e tutta celeste, innocentissima e bellissima, purissima e soavissima,
vergine delicatissima, vergine figlia, vergine sposa, vergine madre, vergine
eterna, onnipotente e misericordiosissima, Sede della sapienza, eccelsa
Regina d’amore. L’Immacolata Concezione fu la sorgente di tutte queste
meraviglie in Maria. Per questo S. Paolo della Croce e S. Massimiliano M.
Kolbe in ogni S. Messa ringraziavano la SS. Trinita' di aver creato
l’Immacolata cosi' grande e sublime. E non si finirebbe mai di contemplare
l’Immacolata che e' simile a un cielo di stelle in sterminato brilli'o.
Tutto cio' che Dio e gli uomini potevano pensare, bramare e sognare in una
creatura umana e' racchiuso in Lei. Scrisse bene S. Bernardo: “O Maria, Tu
sei unica al mondo; tu non avesti mai alcun esemplare prima di te che ti
somigliasse, ed il mondo, durasse anche eternamente, non avra' mai
l’uguale”. Una volta fu presentato a S. Bernadetta un album delle piu'
celebri immagini artistiche della Madonna. Sfogliando l’album S. Bernardetta
usci' nell’indignata espressione: “Come non vergognarsi di dipingere questi
mostri?”.
Nella Bolla pontificia della definizione
dommatica dell’Immacolata Concezione, il papa Pio IX scrisse che
l’Immacolata Concezione e' “superiore a tutte le lodi del cielo e della
terra... e' il miracolo di Dio per eccellenza, anzi, il vertice di tutti i
miracoli”. E il Concilio Ecumenico Vaticano II conferma che la Madonna
“eccelle di gran lunga su tutte le altre creature, celesti e terrestri”.
(Lumen Gentium, 53). Forse adesso comprendiamo meglio perché S. Massimiliano
poteva ripetere spesso questa sua ardente giaculatoria: “Immacolata mia e
mio tutto, mio tutto, mio tutto!”.
“Tutta bella sei, o Maria!”
Se Maria Immacolata e' il modello di perfezione ineguagliabile della
personalita' umana, chiunque vuole essere una vera personalita' umana
secondo Dio deve guardare a questo supremo modello a cui conformarsi.
Inutile cercare altrove, perché un’altra persona umana perfetta come
l’Immacolata non esiste né in terra né in cielo. Anche tutti i Santi insieme
sono inferiori alla Beatissima Vergine. Guardare ad altri anziché a Lei,
significa per cio' stesso rifiutare l’esemplare piu' perfetto su cui
modellarsi. Se invece si guarda a Lei, allora la devozione mariana, mentre
spinge a glorificare l’Immacolata, fa anche imparare da Lei a sviluppare al
massimo la nostra personalita' di figli di Dio; personalita' elevata e forte
che si sviluppa con la lotta implacabile al peccato (demonio, mondo, carne),
con la vittoria della grazia (il serpente sotto i piedi dell’Immacolata),
con la pienezza dell’amore a Dio e ai fratelli, con la purezza dell’anima e
del corpo, con l’umilta' che fa il vuoto di sé per far regnare Dio.
Cosi' fu l’Immacolata; ed e' nell’Immacolata che
noi vediamo riflessa la suprema bellezza divina in veste umana. Questa
bellezza che la Chiesa intera canta spesso a Maria: “Tutta bella sei, o
Maria, e macchia originale non e' in Te”. Quante volte non ci siamo commossi
a questo canto mariano? Ma che sara' allora vedere l’Immacolata faccia a
faccia? Quando a S. Bernardetta fu chiesto se era bella la Madonna, la santa
rispose: “E' talmente bella che una volta vista si vorrebbe morire per
poterla rivedere”.
E uno scrittore antico dell’oriente, Giorgio di
Nicomedia, ha potuto esclamare cosi' alla Madonna: “O Bellissima Bellezza di
tutte le bellezze!”.
In particolare, per la donna, l’Immacolata e'
l’esemplare mirabile perché “tipo eminente della condizione femminile e
modello specchiatissimo di vita evangelica” (Paolo VI). Nell’Immacolata,
ogni donna puo' trovare se stessa elevata e trasfigurata dalla grazia
secondo il disegno d’amore di Dio, ben compreso dai Santi, che in ogni donna
hanno sempre cercato di vedere la Madonna, come sappiamo, ad esempio, dai
propositi del B. Enrico da Suso, di S. Gerardo Maiella, di S. Gabriele
dell’Addolorata.
La vergine, la sposa, la madre, la figlia; la
donna di casa, la donna del popolo; la donna responsabile nelle scelte,
nelle decisioni, negli impegni di grande importanza; la donna umile ma
forte, paziente ma coraggiosa, riservata ma generosa fino all’immolazione:
ogni donna, in qualsiasi condizione di vita, puo' trovare nell’Immacolata la
propria femminilita' elevata a pura perfezione che conforta l’umanita' e
allieta il Cuore di Dio per il riflesso della “Tutta Bella”.
La Madonna è
la Regina
S. Teresina chiamava la Madonna: “La Regina del mio cuore”. E noi dobbiamo
avere la devozione alla Madonna perché Ella e' la nostra Regina, ed e'
dovere dei sudditi, amare, venerare e lodare la propria Regina.
La Madonna partecipa della divina regalita' di
Gesu'. Ella fu la Madre del Sommo Re. Si puo' dire che fu la Regina Madre di
Gesu', e nei Cieli ora e' gloriosa alla destra del Figlio: “Siede la regina
alla tua destra, vestita d’oro ” (Sal 44,10).
In realta' la Maternita' divina e l’Immacolata
Concezione fanno della Madonna la Regina universale, la sovrana del
Paradiso. Colei che puo' dire a Dio: “Tu sei mio figlio...” (Sal 2,7), Colei
che puo' dire all’universo celeste e terrestre: “Il Signore mi ha creata
all’inizio delle sue attivita', prima di ogni sua opera, fin d’allora.
Dall’eternita' sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della
terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando non vi
erano le sorgenti cariche d’acqua; prima che fossero fissate le basi dei
monti, prima delle colline, io sono stata generata... ” (Pro 8, 22-25).
La “donna vestita di sole”
Se pensassimo davvero a questa sublime realta' della nostra fede, troveremmo
che sono ben poca cosa le rivelazioni dei Santi sulla venerazione tributata
gia' in terra alla Madonna da schiere angeliche sempre a Lei attorno, a suo
servizio di onore e di amore. S. Brigida, la B. Caterina Emmerich e la Ven.
Maria d’Agreda ci hanno descritto qualcosa di cio' che conobbero in estasi e
in visioni prodigiose. I SS. Padri e i Dottori della Chiesa hanno tentato di
illustrarci con altissime elevazioni gli splendori della Regalita' di Maria,
“ma Ella - ci dice S. Massimiliano M. Kolbe - e' stata talmente innalzata da
Dio che tutto cio' che le anime piu' amanti faranno per Lei fino alla fine
del mondo non uguagliera' la gloria di cui Ella e' degna”.
Una volta P. Pio da Pietrelcina si trovava sulla
veranda con altri confratelli, e ascoltava un gruppo di fedeli che cantava
una canzoncina alla Madonna con il ritornello che dice: “Bella tu sei qual
sole, bianca piu' della luna...”. A queste parole P. Pio disse di scatto:
“Se la Madonna fosse cosi' come dicono queste parole, rinuncerei ad andare
in Paradiso”. “Ma allora - chiese un confratello - la Madonna e' tanto piu'
bella?” Il Padre rispose con voce indefinibile: “Hai voglia!... ”.
Il Sommo Pontefice Pio XII, colui che proclamo'
solennemente la festa di Maria Regina, ci ha lasciato pagine immortali su
questa verita' consolantissima. E' lui che ci raccomanda con cuore vibrante:
“Conservate nei riguardi dell’Immacolata la piu' viva ammirazione! Non
abbiate mai timore di esaltare troppo Colei che risplendera' nell’eternita'
come il capolavoro di Dio, la piu' meravigliosa creatura, lo specchio piu'
radioso delle perfezioni divine”. Ma la presentazione piu' gloriosa di Maria
Regina ce l’ha fatta Dio stesso nelle prime pagine della Sacra Scrittura,
la' dove il tetro buio creato da satana con la caduta dei nostri progenitori
nel peccato originale, viene illuminato dal vaticinio sulla “Donna” che un
giorno, insieme al Figlio, avrebbe trionfato del serpente infernale,
schiacciandogli il capo. Questa e' la Regina vittoriosa sul peccato, Regina
di amore e di gloria che il Profeta vedra' avanzarsi “splendente come il
sole, bella come la luna, terribile come un esercito schierato in campo...”
(Ct 6,9), e S. Giovanni Evangelista vedra' poi comparire nei cieli alla fine
dei tempi, “vestita di sole con la luna sotto i piedi e con una corona di
dodici stelle attorno al capo” (Ap 12,1).
La sua gloria e' nostra gioia
La Regalita' e' gloria senza misura per la Madonna. Ma e' gloria conquistata
con umilta' anch’essa senza misura. “Dio esalta gli umili” (Lc 1,52). S.
Bonaventura afferma che Dio esalto' talmente la Madonna per la sua umilta',
che ora al suo nome regale, come a quello di Gesu', si devono inginocchiare
le creature celesti, terrestri e infernali. Cosi' aveva detto anche S.
Agostino, e cosi' diranno in seguito S. Bernardo, S. Luigi di Montfort, e
soprattutto S. Alfonso de’ Liguori.
Ma la Regalita' di Maria e' anche la nostra
gioia. Che bellezza, avere la Mamma glorificata al sommo dei cieli, avere la
Mamma Regina del Paradiso! Come potrebbe un figlio non esultare per la
gloria della sua Mamma? E quale figlio non vorrebbe vedere la sua mamma
esaltata?
S. Teresina scrisse il suo ultimo biglietto
prima della morte, con questo delizioso pensiero tutto mariano: “O Maria, se
io fossi la Regina del cielo e voi foste Teresa, vorrei essere Teresa
affinché voi foste la Regina del Cielo!!”.
Quanta pena, per questo, fanno tutti coloro che
non amano la Madonna come Regina, e quasi si sforzano di farla decadere
dalla sua gloria regale, per considerarla soltanto una donna ordinaria!
Che razza di figli sono costoro? Dimostrano di
avere un amore a rovescio. Invece di innalzare la loro mamma, cercano di
abbassarla, come se l’onore di lei fosse un disonore per loro.
Il Ven.le P. Pio da Pietrelcina una volta venne
a sapere dagli stessi demoni che quando essi, per ingannare le anime, si
camuffano prendendo le sembianze di Maria Santissima la pagano piu' cara che
se prendono le sembianze di Gesu' stesso. Come ci tiene Dio all’onore di sua
Madre! Ed e' sempre cosi'. I veri figli ci tengono di piu' alla mamma che a
se stessi. Quando S. Alfonso de’ Liguori scrisse il suo meraviglioso libro,
“Le glorie di Maria”, volle dedicarlo a Gesu'. Perché? Perché “io non so a
chi meglio raccomandarlo, che a voi, Gesu' mio, cui tanto preme la gloria di
questa Madre. A voi dunque lo dedico e lo raccomando”.
Né dovremmo mai dimenticare la consolante
verita' rivelata dallo Spirito Santo: “Chi glorifiica sua madre e' come chi
ammucchia tesori” (Sir 3,4). Se questo vale per chi glorifica la madre
terrena, quanto piu' varra' per chi glorifica la Madre Celeste?
Del resto, la Maternita' e la Regalita' sono
inseparabili nella Madonna. Ella e' Regina perche e' Madre di Dio, e non
potrebbe essere Madre di Dio senza essere Regina.
Che poi questa Celeste Regina sia una Mamma
dolcissima e umanissima come nessuna mamma al mondo cio' commuove ancor
piu'. Una Regina che si mostra anche mamma piena di tenerezza verso i suoi
figli e' ancor piu' ammirevole che se fosse solo una mamma. La Regalita'
rende fulgida la Maternita', e la Maternita' rende amorosa la Regalita'.
“Ave, Regina dei Cieli”, canta la liturgia a
Maria; e cosi' dobbiamo cantare anche noi, bramando nel nostro spirito che
alla nostra Mamma Regina, come a Gesu' Re universale, vada “ogni onore e
lode” (Eb 2,9).
Con lei, verso il paradiso
Infine, dobbiamo comprendere che la regalita' di Maria esige la nostra
devozione di figli e di sudditi per la nostra stessa salvezza. S. Tommaso
d’Aquino ha insegnato espressamente che “la Madre di Dio ottenne per sé la
maesta' del Regno, affinché sia Regina di misericordia la' dove il Figlio e'
Re di giustizia”. E chi di noi non ha bisogno di misericordia?
Soltanto chi si trovera' sotto il manto della
Regina sara' partecipe della sua vittoria sul serpente infernale (“ti
schiaccera' il capo”: Gn 3,15). Sottrarsi alla sua Regalita' di amore,
quindi, e' ingratitudine e follia. S. Massimiliano M. Kolbe ha potuto
affermare: “L’Immacolata deve essere, e questo al piu' presto possibile, la
Regina di tutte le genti, sia della collettivita' che di ognuno
singolarmente. Chi si opporra' e non credera' al suo amore, perira': chi
invece la riconoscera' Regina e si muovera', quale suo milite, per la
conquista del mondo a Lei, vivra', fiorira' e si sviluppera'à sempre
rigogliosamente”.
Dobbiamo essere certi che e' cosi'. La Regina
delle vittorie non teme minimamente l’inferno. S. Veronica Giuliani veniva
spesso assalita dal demonio anche fisicamente; ma se la santa invocava la
Madonna, il demonio urlava fuggendo: “Non invocare la mia nemica!”. Quando
S. Bernardetta, durante un’apparizione a Lourdes, si atterro' a vedere una
torma di demoni che le urlavano da vicino in modo infernale, basto' un solo
sguardo severo della Regina Immacolata verso di loro, che quelli si diedero
a precipitosa fuga.
Il Beato Edoardo Poppe, un giorno fu chiamato ad
assistere un malato grave della Parrocchia.
Gli venne detto in anticipo che si trattava di un incredulo pieno di odio
selvaggio. “Non fa niente - disse il Parroco - lo manderemo in Paradiso”.
Entrando nella stanza del malato, vide una
statuetta dell’Immacolata; subito vi accese davanti una candela e si mise a
pregare ad alta voce la Madonna di strappare quell’anima dagli artigli del
demonio.
Se ne ando', senza dir nulla. E torno' il giorno
dopo. Appena arrivato, senti' chiedersi dal malato: “Reverendo, volete un
fiammifero?...”. Il Parroco sussulto' nel cuore, accetto' il fiammifero,
accese la candela e si pose a pregare.
Dopo un po’, il miscredente lo chiamo' vicino a
sé e gli disse: “Parroco, adesso confessatemi pure. La Madonna e voi siete
piu' forti del diavolo...”.
Davvero la Madonna e' Regina onnipotente
“terribile come un esercito schierato” (Ct 6,3). S. Massimiliano Maria Kolbe
ha lasciato scritto che oggi “il serpente alza la testa in tutto il mondo,
ma l’Immacolata gliela schiaccia in vittorie strepitose”. E noi abbiamo
anche la promessa consolantissima della Madonna a Fatima: “Finalmente il mio
Cuore Immacolato trionferà”.
Si', o Maria, Madre divina, Vergine Sovrana,
gloria suprema di Dio, noi ti vogliamo seguire come nostra Regina d’amore,
tutta potente e tutta celeste, tutta cuore e tutta splendore. “Salve,
Regina!”.
La Madonna
è la Mediatrice
La prima azione che il Vangelo ci racconta di Maria Santissima e' la sua
visita alla parente S. Elisabetta (Lc 1,39-56). Dopo l’Incarnazione del
Verbo nel suo seno verginale, la Madonna compi' il suo primo atto, e fu un
atto di mediazione: si reco' da S. Elisabetta a portare Gesu' in quella
casa, a effondere la grazia santificante nell’anima di Giovanni Battista
ancora chiuso nel grembo materno.
La Madonna porta Gesu' a noi e porta noi a
Gesu'. Per questo e' la Mediatrice fra noi e Gesu', fra le anime e la
grazia. Il suo compito di Mediatrice e' simile a quello di una mamma di
famiglia che con il suo lavoro e i suoi sacrifici merita e riceve tutto lo
stipendio del padre di famiglia per utilizzarlo come meglio crede, secondo i
bisogni della casa.
S. Massimiliano M. Kolbe aveva tanto a cuore
questa verita' da bramarne con ardore la definizione dommatica; egli
scriveva, insegnava, pregava e faceva pregare perché si arrivasse presto
alla solenne proclamazione della Mediazione e Corredenzione di Maria, come
domma di fede. E il Ven.le P. Pio da Pietrelcina, recitando ogni giorno le
sue cento corone del Rosario, dimostrava con evidenza solare che tutte le
grazie di attrazione delle anime da ogni parte del mondo, di illuminazione,
di conversione, di salvezza e di santificazione, egli le otteneva dalla
divina Mediatrice attraverso il Rosario.
Ella ci porta Gesu'
Se “lo stipendio del peccato e' la morte” (Rm 6,23), lo stipendio della
redenzione e' la vita, ossia Gesu' e la sua grazia, vita soprannaturale
dell’anima: “Io sono la vita ” (Gv 11,25) .
Ed e' la Madonna che porta a noi Gesu' e ci
trasmette la sua grazia, come in casa di S. Elisabetta fu Ella a portare
Gesu' e a trasmettere la grazia santificante nell’anima del piccolo Giovanni
Battista che “esulto' nel seno della madre” (Lc 1,41).
La Madonna con il suo “fiat” all’annuncio
dell’Angelo accetto' questo compito di unire Dio e l’umanita'. Il suo
immacolato grembo verginale fu il luogo dell’incontro e della
riconciliazione fra Dio e il genere umano.
Questa missione di celeste Mediatrice e' stata
voluta da Dio, secondo la celebre sentenza di S. Bernardo: “Dio volle che
tutta la grazia noi l’avessimo per Maria”. Lo stesso dicono S. Bonaventura,
S. Antonino, S. Luigi Grignion di Montfort, S. Alfonso. Essi affermano che
Dio fece una massa di tutte le acque, e le chiamo' “mare”; fece una massa di
tutte le grazie, e le chiamo' “Maria”.
Sommi Pontefici, Dottori e Santi hanno
confermato tale verita', garantendola come patrimonio della nostra santa
fede.
S. Leonardo da Porto Maurizio diceva che nelle
sue lunghe e vibranti predicazioni, per aprire nei cuori la strada a Gesu',
“il colpo che non fa la predica terribile sull’inferno e sul giudizio di Dio
lo fa la predica della mia cara Madre Maria”. Il grande missionario S.
Francesco Saverio attesto' che i pagani non accettavano il Vangelo se non
quando veniva presentata la Madonna accanto a Gesu' sulla Croce. Anche i
primi pagani, i re Magi, che vennero dall’oriente in cerca di Gesu', dove lo
trovarono? Fra le braccia della Mamma! “Trovarono il Bambino con Maria sua
Madre” (Mt 2,11).
“Cuore” e “collo” del corpo mistico
E' stato detto che nel Corpo Mistico di Cristo la Madonna e' il “cuore”,
perché trasmette il sangue della grazia divina a tutte le membra del Corpo
di Cristo, e rappresenta al vivo quell’amore materno che, come madre, ella
incarna in seno alla grande famiglia della Chiesa.
Ma con immagine ancor piu' espressiva, anche se
meno bella, S. Pio X ci insegna che se Gesu' e' il Capo del Corpo Mistico,
la Madonna e' il Collo strettamente unito al Capo e al Corpo. Non c’e'
parita' fra loro, perché il collo sta sotto al capo e sopra al corpo; la
Madonna e' subordinata al Capo (Cristo), ed e' superiore al Corpo (la
Chiesa), pur essendo vitalmente compaginata con l’uno e con l’altro. Come il
collo e' l’anello di congiunzione fra il capo e il corpo, cosi' la Madonna
e' l’anello di congiunzione - ossia e' la Mediatrice - fra Gesu' e le anime,
fra Cristo Capo e la Chiesa suo Corpo. Di conseguenza, ogni influsso del
Capo sul Corpo (che e' la Chiesa) passa necessariamente e solo attraverso il
Collo. S. Bernardino da Siena poteva ben scrivere: “Ella e' il Collo del
nostro Capo, mediante il quale tutti i doni spirituali sono comunicati al
Corpo Mistico”. E il Ven.le P. Pio da Pietrelcina confidava al suo Padre
Spirituale di sentirsi “stretto e legato al Figlio per mezzo di questa
Madre”.
In questo senso e' facile comprendere come la
devozione alla Madonna sia moralmente necessaria per salvarsi e per
santificarsi. Se e' vero, infatti, che senza la grazia non e' possibile
salvarsi né santificarsi, e' chiaro che nessuno si salva né si santifica se
non per Maria che e' il passaggio obbligato della grazia per raggiungere le
singole anime da salvare e santificare.
Cio' e' stato confermato anche dal papa Paolo
VI, quando ha scritto che la Madonna “continua adesso dal Cielo a compiere
la sua funzione e si dedica allo sviluppo della vita divina nelle singole
anime degli uomini redenti. E' questa una consolantissima verita'...”.
In definitiva, si puo' dire senz’altro che la
Madonna e' la via di Gesu' per venire a noi ed e' la via di ogni uomo per
andare a Gesu'. S. Bonaventura ce lo conferma: “Come per mezzo di Essa Dio
e' disceso fino a noi, cosi' e' necessario che per mezzo di Essa noi
ascendiamo fino a Dio”. S. Bonaventura parla di “necessita'” della devozione
alla Madonna, non di utilita' o di convenienza. Per questo S. Alfonso diceva
che, ai fini della salvezza eterna, e' brutto segno la mancanza della
devozione a Maria. E S. Leonardo da Porto Maurizio addirittura predicava:
“E' impossibile che si salvi chi non e' devoto di Maria”.
Grazia su grazia
I fatti confermano luminosamente questa consolantissima verita', rivelando
l’estensione illimitata dell’azione di Maria Santissima nel portare Gesu'
alle anime e le anime a Gesu', ottenendo e distribuendo agli uomini ogni
grazia di qualsiasi specie. Grazie spirituali, temporali, corporali. Grazie
di conversione. Grazie di santificazione. Grazie di guarigioni. Che cosa
diceva P. Pio da Pietrelcina a chi voleva ringraziarlo per grazie ricevute?
“E' la Madonna che t’ha fatto la grazia... va’ a ringraziare la Madonna...
Io non c’entro”.
S. Luigi Grignion di Montfort affermava che le
grazie sono proprieta' della Madonna, la quale ne dispone e ne da' a chi
vuole, come vuole e quando vuole. E chi potra' contare quante volte Ella,
senza farsi neppure accorgere, ha portato le anime a Gesu' aprendo le porte
alla grazia santificatrice e purificatrice? Portiamo solo qualche esempio.
S. Camillo de Lellis da giovane viveva come uno
scapestrato. Ma un giorno, sulla strada del ritorno da S. Giovanni Rotondo,
come folgorato da una illuminazione interna, vide lo stato miserando della
sua anima, e fu preso da tale spavento, che cadde in ginocchio e comincio' a
piangere con alte grida per lungo tempo: “Me infelice! Me sventurato! Perché
non ho conosciuto prima il Signore? Perché sono stato cosi' sordo alle sue
chiamate?...”. Per ore intere rimase come fuori di se', immerso nel pianto
purificatore del dolore. Egli comprese il valore inestimabile di quel
bruciante pentimento; volle riflettere come mai avesse ricevuto in quel
giorno una grazia cosi' immensa; e si ricordo' che quel giorno era il 2
febbraio, giorno dedicato particolarmente alla Purificazione della Beata
Vergine: “Oh! - esclamo' allora - oggi e' il due febbraio, festa della
Purificazione della Madonna. Ora so chi mi ha impetrato tanta grazia!”.
S. Francesco di Sales, da giovane, ando'
soggetto a una tempesta interiore che lo stava distruggendo moralmente e
fisicamente. Un giorno, in una Cappella della Madonna, si rivolse quasi con
disperazione alla Madre delle misericordie, e le recito' il “Memorare” di S.
Bernardo. L’effetto di quella preghiera fu immediato. Il Santo si trovo' di
colpo liberato dalla prova, immerso in una pace indicibile, che non perse
mai piu'.
S. Gabriele dell’Addolorata, giovane brillante e
galante di Spoleto, pur conservandosi sempre retto, era resti'o agli impulsi
della grazia che lo sollecitavano a puntare piu' in alto. Un giorno, pero',
durante una processione dell’immagine di Maria Santissima i suoi occhi si
incontrarono con quelli della Madonna, ed egli udi' distintamente queste
parole: “Francesco, Francesco, il mondo non e' per te, ti aspetta la
Religione”. Si decise finalmente senza indugi, e brucio' le tappe
santificandosi in pochi anni.
Ogni bene viene da lei
Se cosi' stanno le cose, invece di meravigliarsi di quei fedeli che fanno
spesso ricorso a Maria bisognerebbe meravigliarsi e addolorarsi di quelli
che non lo fanno.
Il pensiero di Dio e' chiarissimo: ogni grazia
ci viene da Maria con Cristo. Ogni grazia: minima o massima che sia. Tutta
l’economia soprannaturale e' nel Cuore della Madonna. “Lo Spirito Santo
verra' in te” (Lc 1,35). Non c’e' effusione di grazia che non dipenda da
Lei. Dio ha voluto cosi'; e in tal modo, come una donna, Eva, fu la
portatrice del peccato al genere umano ( cf Sir 23,33), cosi' un’altra
donna, Maria, e' la portatrice della grazia a tutta l’umanita'.
Per questo si comprende la sapienza dei santi
nel ricorrere a Maria in ogni azione, e nell’affidare a Maria ogni dovere,
ogni impresa, ogni cosa! Si ricorre alla Madre della divina grazia per
assicurare la presenza della grazia in tutto.
Quando P. Pio da Pietrelcina scendeva ogni
giorno per le confessioni, prima di arrivare al confessionale passava
davanti a un quadro dell’Immacolata, e immancabilmente si fermava per alcuni
momenti in preghiera dinanzi al quadro; era evidente che affidava alla
Madonna le confessioni che stava per ascoltare, invocando l’abbondanza delle
grazie. E i frutti fecondi del suo ministero sacerdotale erano la risposta
piu' concreta alla sua preghiera.
Si dovrebbe comprender bene, percio', quanto sia
preziosa la pia abitudine di recitare un’Ave Maria prima di compiere tutte
le azioni ordinarie e straordinarie. L’Ave Maria recitata prima dello studio
o del lavoro, prima di una predica, di un esame, di un viaggio, di un
intervento chirurgico, prima dei pasti o del riposo ecc., e' garanzia di
grazia che eleva e santifica quella azione.
Eppure, questa pia pratica e' malvista oggi,
come lo fu anche in altri tempi. Ma la ragione teologica che sostiene tale
uso non puo' essere neppure sfiorata dai pretesti di chi vorrebbe veder
sostituita l’Ave Maria con altra preghiera. Se la grazia di una buona azione
mi viene da Maria Santissima, non e' forse doveroso invocare la Madonna
direttamente? A questo, appunto, serve l’Ave Maria (o altra invocazione
mariana).
Il B. Contardo Ferrini, ad esempio, aveva questo
magnifico proposito di vita: “...Prima di ogni conversazione mi
raccomandero' con un’Ave Maria; e cosi' prima dei pasti”. S. Gabriele
dell’Addolorata all’entrare e all’uscire di cella recitava in ginocchio
un’Ave Maria, chiedendo la benedizione alla Madonna e affidandole quel che
stava per fare. E quanti santi non hanno fatto cosi' per ogni azione?
Soprattutto nei momenti di pericolo, non
dovrebbe mai mancare il nostro ricorso alla Madonna. S. Pietro Giuliano
Eymard aveva il proposito di recitare un’Ave Maria in ogni tentazione.
L’aiuto della Celeste Madre e' decisivo, se ci rivolgiamo a Lei.
Sant’Alfonso dice che se uno e' in dubbio di essere caduto in peccato, ma ha
invocato la Madonna durante il pericolo, si puo' ritenere salvo dalla
caduta.
Affidiamoci ogni ora e ogni momento alla Madre
delle grazie, e non permettiamo che Ella possa lamentarsi, come ci riferisce
S. Caterina Labouré, di avere le mani piene di grazie da donarci, mentre noi
non le vogliamo o non le chiediamo.
Basterebbe poi ricordare Lourdes (senza dire
degli altri santuari mariani) per convincersi che la Madonna e' realmente la
vera Madre di tutte le grazie, e' la celeste Tesoriera, e' la regale
Dispensatrice di ogni favore spirituale e temporale. Per questo dobbiamo
ricorrere a Lei con fede e confidenza. Ella e' tutta cuore per noi. Ce lo
dice anche la Chiesa applicando alla Mediazione di Maria l’ispirato
versetto: “Accostiamoci con fiducia al trono delle grazie, per trovare
misericordia e ottenere grazia nei nostri bisogni...” (Eb 4,16).
Per questo S. Margherita M. Alacoque non voleva
mai chiedere nulla a Gesu' se non per mezzo della divina Madre e Mediatrice.
E S. Gaetano affermava: “Possiamo domandare qualunque grazia al Signore: ma
non possiamo ottenerla se non per l’intercessione di Maria”.
La formatrice dei santi
Le grazie piu' belle, le grazie piu' preziose che la Madonna ama donare ai
suoi figli sono certamente le grazie della santificazione.
S. Alberto Magno ha scritto: “La B. Vergine
attrae i peccatori, illumina i penitenti, dirige gli innocenti”. Ma la sua
passione piu' alta e amorosa e' quella di formare i Santi, di trasformare
gli uomini nel suo Figlio Gesu', che e' tutta la ragione del suo essere.
Ella soltanto puo' farci diventare conformi al Figlio suo. S. Bernardino da
Siena ha scritto: “L’anima perfetta diventa tale solo per mezzo di Maria”. E
non puo' essere altrimenti.
Come la mamma sta accanto al figlio dal suo
nascere fino alla maturita' e alla sistemazione, cosi' la Madonna e' la
Formatrice di ogni Santo, che Ella alleva dalla nascita fino alla “perfetta
statura di Cristo” (Ef 6,13). E' sempre la mamma che cura i figli in ogni
fase della crescita, purché questi siano docili alle sue cure materne. La
santificazione e' opera della grazia. La Madonna e' la Madre della divina
grazia, e' la Mediatrice di ogni grazia, e' la Sposa dello Spirito
Santificatore. Quindi la santificazione e' opera delle sue mani immacolate
ripiene di Gesu', e' opera del suo Cuore ripieno di Spirito Santo. La
Madonna e' la celeste pianta da cui e' sbocciata la “candida rosa”, che e'
Gesu' con tutti i Santi del Cielo.
“Si puo' dire - afferma S. Massimiliano M. Kolbe
- che tutti i Santi sono opera della Vergine Santissima e la devozione
particolare a Lei e' la loro caratteristica comune”.
S. Teresa di Gesu', regina della mistica, ha
descritto mirabilmente, per esperienza personale, il cammino della
perfezione dell’anima fino alle supreme vette della santita'. Ebbene, ella
ci assicura che la presenza della Madonna e' immancabile in tutte le fasi
della vita spirituale. La serafina del Carmelo attesta che la sua
santificazione inizio' quando si donò a Maria; continuo' con l’assistenza di
Maria nelle fasi di purificazione, senza cessare mai, a mano a mano che
l’anima penetrava nel Castello interiore, fino al centro dov’e' Dio. La
presenza della Madonna e' indispensabile per superare le lotte da
affrontare, particolarmente per ottenere l’umilta' necessaria a far
oltrepassare la porta angusta della santa orazione. E' la Madonna che
accompagna con le sue grazie all’orazione di quiete, sospinge all unione
estatica, fa raggiungere l’unione trasformante, realizzando la perfetta
identificazione con Gesu'.
Del resto, sappiamo che le piu' alte espressioni
della vita mistica, quali la stimmatizzazione, il matrimonio spirituale e la
consumazione d’amore nel seno della Trinita' (come in S. Caterina da Siena,
in S. Veronica Giuliani, in S. Gemma Galgani), avvengono per la Mediazione e
con l’assistenza materna di Maria. Perché? Perché tutta la perfezione delle
anime e' contenuta in Maria “Tesoro santissimo di ogni santità” (S. Andrea
Cretense), “Dimora di tutta la Trinita', ricettacolo della santita'” (S.
Bonaventura).
Libera dal purgatorio
La Madonna e' Mediatrice anche per le anime purganti. Ella stessa rivelo' a
S. Brigida che la sua Mediazione si estende fin nel Purgatorio, e la grazia
della liberazione di un’anima da quelle pene viene dal suo Cuore di Madre e
dalle sue mani di Mediatrice.
Questa dottrina e' sostenuta da grandi Santi e
Dottori della Chiesa, come S. Pier Damiani, S. Bonaventura, S. Bernardino da
Siena, S. Francesco di Sales, S. Alfonso de’ Liguori.
S. Bernardino; ad esempio, chiama Maria
Santissima la “Plenipotenziaria” del Purgatorio, ossia Colei che ha nelle
sue mani tutti i poteri per liberare chi vuole. Per questo la preghiera
rivolta alla Madonna per quelle anime e' di grande speranza per loro e ne
affretta realmente la liberazione.
S. Teresa di Gesu' ebbe una visione del
Purgatorio mentre recitava il S. Rosario; e vide che ad ogni Ave Maria
quelle anime purganti ricevevano un gettito di acqua freschissima che le
ristorava in mezzo ai tormenti del fuoco. Specialmente il S. Rosario e'
efficacissimo come suffragio per le anime purganti. La Madonna stessa fece
questa consolante promessa al B. Alano: “Io concedero' grazie e benedizioni
ai devoti del Rosario durante la loro permanenza in terra, e, dopo la morte,
procurerò loro un grande conforto. Ogni giorno io libero dal Purgatorio un
gran numero di queste anime e le conduco alla Patria Celeste”. Aveva ragione
S. Alfonso di raccomandare caldamente: “Se vogliamo aiutare le anime del
Purgatorio, recitiamo per loro il Rosario, che arreca loro grande sollievo”.
E nella vita di S. Pompilio Pirrotti si legge che il Santo recitava il
Rosario con le anime del Purgatorio, le quali gli rispondevano a voce alta,
dimostrando di provarne grande conforto.
Facciamo uso anche noi di questa preghiera per
sollevare le anime purganti e ottenere loro la sospirata liberazione. P. Pio
da Pietrelcina una volta, regalando un Rosario a una persona, disse: “Ti
regalo un tesoro, sappi tesoreggiare, vuotiamo il Purgatorio”. Questo tesoro
e' cosi' prezioso, e costa tanto poco averlo!
Particolarmente nelle feste mariane e nei giorni
di sabato, la Madonna elargisce molte grazie di liberazione delle anime dal
Purgatorio.
S. Pier Damiani, S. Ildefonso e S. Francesca
Romana ci assicurano che soprattutto nel giorno dell’Assunzione di Maria
Santissima moltissime anime del Purgatorio salgono festose in Cielo a fare
corteo di novella gloria alla Celeste Regina.
Infine e' giusto pensare che anche in Purgatorio
la Madonna prediligera' i suoi devoti. Ancora al B. Alano la S. Vergine
disse: “Io sono Madre delle anime del Purgatorio, ed ogni ora per le mie
preghiere sono alleggerite le pene dei miei devoti”. Possiamo immaginare
quale conforto sara' per i suoi devoti la visita della dolce Mamma in quel
luogo di pene? Dov’Ella arriva, porta sovrabbondanza di grazie, e le anime
purganti attendono da Lei la Mediazione materna che le liberi da quei
dolori, e le trasporti in Cielo.
La Madonna
è la “Porta
del Cielo”
Dobbiamo avere la devozione alla Madonna perché e' una garanzia di salvezza
eterna, e' un segno di predestinazione al Paradiso.
S. Agostino dice che sulla terra i predestinati
sono tutti chiusi nel seno di Maria.
S. Bonaventura afferma: “Chiunque e' segnato
dalla devozione a Maria sara' segnato nel libro della vita”. Ossia, in
parole ancora piu' chiare: chi ama la Madonna ha il Paradiso assicurato. S.
Alfonso arriva a dire: “Chi ama la Madonna puo' essere così sicuro del
Paradiso come se gia' vi si trovasse”.
La devozione alla Madonna, quindi, e' sicurezza
del Regno dei Cieli. La Madonna viene chiamata “Porta del Cielo”, non si
entra in Paradiso se non attraverso Lei. Cosi' disse S. Bonaventura con
frase scultorea: “Nessuno puo' entrare in Paradiso se non passa per Maria,
che e' la porta”. Ed e' consolante pensare che tutti possono essere devoti
della Madonna e stare percio' attaccati a questa “Porta del Cielo”: santi e
peccatori, fedeli e infedeli.
La Madonna e' la Madre di tutti, e' la Mediatrice di chiunque vuol
salvarsi, e' la Regina d’amore dell’universo. Se Dio Padre “vuole tutti gli
uomini salvi” (1 Tm 2,4), anche la Madonna, Madre universale, vuole che
tutti si salvino eternamente. E come Gesu' disse che alle sue pecore Egli
dona “la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapira' dalla
mia mano” (Gv 10,28), cosi' Maria, celeste Corredentrice, non permettera'
mai che il demonio le strappi di mano nessuno dei suoi devoti. “Chi trova me
trova la vita e avra' da Dio la salvezza” (Pro 8,35): cosi' la Chiesa fa
dire a Maria Santissima nella Liturgia.
Rifugio dei peccatori
E'molto consolante sapere che alla Celeste Mamma e' affidata soprattutto la
salvezza dei peccatori, dei traviati, dei disperati che a Lei ricorrono.
S. Gertrude in una visione vide la Santissima
Vergine con un gran manto, sotto cui stavano e si rifugiavano una gran
quantita' di animali d’ogni specie. La Madonna le fece capire che sotto il
suo manto trovavano rifugio e salvezza tutti i peccatori che a Lei
ricorrevano.
Questa verita' ce la confermano grandi Santi e
Dottori della Chiesa, con parole che aprono il cuore alla piu' grande
speranza. Riferiamo alcuni pensieri.
S. Ignazio martire dice: “Colui che sara' stato
sempre pieno di zelo e di devozione verso la Vergine Madre di Dio, non farà
mai cattiva fine. E' impossibile, o Vergine, che un peccatore possa
altrimenti salvarsi che per vostro aiuto e vostra protezione”.
S. Agostino afferma che “Maria e' l’unica
speranza dei peccatori”. E S. Ilario ci conforta scrivendo che “per quanto
uno possa essere stato peccatore, se sara' trovato devoto di Maria e'
impossibile che si danni”.
S. Pier Damiani afferma: “O Maria, a voi e'
possibile restituire la speranza della salvezza anche alle anime piu'
disperate”. E S. Anselmo rincalza: “O Maria, e' impossibile che perisca
chiunque abbia fatto ricorso a Voi”.
S. Bernardo porta le belle immagini bibliche
dell’arca e della scala, scrivendo: “Maria e' quell’arca per cui mezzo si
scampa dal naufragio dell’eterna dannazione”, “Figliolini miei carissimi,
Maria... e' la scala dei peccatori, ella e' la mia grande fiducia, ella e'
tutta la ragione della mia speranza”.
Dovremmo ricordare anche S. Bonaventura, S.
Luigi Grignion, S. Paolo della Croce, S. Alfonso de’ Liguori, S. Leonardo da
Porto Maurizio, il S. Curato d’Ars, S. Antonio M. Claret, e tanti altri.
Ma forse tutta la dottrina su questa verita' e'
riassunta nella luminosa sentenza di S. Giovanni Damasceno: “Dio fa la
grazia della devozione alla Madonna a coloro che vuole salvi”.
Per questo S. Alfonso era instancabile nel
raccomandare ai devoti della Madonna di custodire con gratitudine questo
dolce pegno di salvezza eterna, e a chiunque lo andava a trovare o si
incontrava con lui, egli dava un’immaginetta della Madonna, eccitandolo ad
avere la devozione verso la Mamma di tutte le misericordie. Noi peccatori
non dobbiamo mai dimenticare il grido di S. Camillo de’ Lellis: “Guai a noi
peccatori, se non avessimo in cielo questa grande Avvocata”.
Salva dall’inferno
Un’altra certezza consolante che i Santi ci trasmet- tono e' l’esercizio
illimitato della carita' misericordiosa di Maria verso quei suoi devoti che
per giustizia meriterebbero l’inferno.
Da S. Giovanni Crisostomo a S. Bernardo, a S.
Alfonso, a S. Massimiliano M. Kolbe, e' un coro di voci altissime a
sostenere che mentre Gesu' e' Re di misericordia e di giustizia, la Madonna
e' Regina di misericordia soltanto.
Per questo S. Giovanni Crisostomo ha scritto con
frase forte e luminosa: “La misericordia immensa di Maria salva un gran
numero di infelici che, secondo le leggi della divina giustizia, andrebbero
dannati”.
La mamma di S. Teresina ci racconta un grazioso
episodio sulla sua santa figlia: “La piccola Teresa mi domanda un giorno se
essa andrebbe in Paradiso. “Si', se sei gentile, se sei buona” - le risposi.
“Ah! mamma - riprese allora - se io non fossi gentile, se non fossi buona
andrei dunque all’inferno? Ma, so bene io cio' che farei allora, prenderei
il volo con te mentre vai in cielo, poi tu mi terresti ben stretta fra le
tue braccia. Come farebbe, allora, a prendermi il buon Dio?...”. Lessi nel
suo sguardo che essa era persuasissima che il buon Dio non poteva nulla
contro di lei se stava fra le braccia della mamma”.
E tutti forse conosciamo quella istruttiva
leggenda che anche P. Pio da Pietrelcina raccontava spesso: “Il Signore
passeggia per il Paradiso, e incontra parecchie facce di peccatori degni
dell’inferno e non del Paradiso. Chiama S. Pietro e gli raccomanda di stare
attento a non fare entrare in Paradiso chi non merita. S. Pietro promette
maggiore sorveglianza e cerca di stare piu' attento.
Il giorno dopo, il Signore passeggia di nuovo, e
incontra ancora altri peccatori. Chiama di nuovo S. Pietro, e questa volta
lo ammonisce severamente. S. Pietro si sente umiliato, e promette la massima
sorveglianza.
Ma il giorno dopo, la stessa cosa: il Signore
incontra nuovi peccatori in Paradiso. Questa volta chiama S. Pietro, deciso
a castigarlo, togliendogli le chiavi del Paradiso. Ma S. Pietro sa come
difendersi, perché ha scoperto in che modo quei peccatori entrano in
Paradiso; e riferisce al Signore che, in piena notte, mentre tutti dormono,
la Madonna Santissima apre le porte del Cielo e fa entrare quei peccatori.
“Orbene - conclude S. Pietro - con tua Madre, io non posso farci nulla”; e
il Signore di rimando: “E neppure io!””.
Aveva quindi ragione S. Gregorio Magno di
affermare: “Niente resiste al vostro potere, o Maria, e vostro Figlio sembra
che adempia a un obbligo, quando esaudisce le vostre preghiere”. Proprio
cosi'. Gesu' non puo' resistere alla sua Mamma!
Nella vita di S. Gemma leggiamo che un giorno,
in estasi, la Santa prega Gesu' per la conversione di un peccatore ostinato,
un massone di alto rango. Ma Gesu' non vuol saperne: “Ha abusato troppo
delle grazie; si e' indurito nel male; l’ho abbandonato a se stesso”.
S. Gemma non desiste, torna alla carica e
insiste. Ma nulla. Alla fine, vista la decisa contrarieta' di Gesu', la
Santa esclama risentita: “E va bene. Ho capito, Gesu'. Lo diro' a tua Madre.
E Tu, va’ a dire di no a tua Madre!...”. Parla con sua Madre; la Madonna
rivolge uno sguardo a Gesu', e Gesu' sorride: la grazia e' fatta. In quello
stesso giorno il peccatore va a confessarsi. Aveva ragione
S. Bernardo di esclamare: “Maria e' tutta la ragione della nostra
speranza!”. Non stanchiamoci percio' di invocare la Madonna sempre con
fiducia, dicendole come S. Efrem: “Salve, speranza dell’anima! sicura
salvezza dei cristiani! Salve, aiuto dei peccatori! Salve, baluardo dei
fedeli. Rifugio del mondo intero!”.
Onnipotenza supplice
La migliore conferma di questa consolantissima verita' la troviamo nel
Vangelo stesso, al racconto delle nozze di Cana. L’intervento della Madonna
in un momento che non era quello di Dio (“non e' ancor giunta la mia ora”:
Gv 2,4), e il fatto che Ella ottiene ugualmente cio' che non si sarebbe
potuto ottenere, ci assicurano che la sua misericordia e' veramente
onnipotente sul Cuore di Dio, al punto da far mutare gli stessi decreti
divini. Scrisse bene, infatti, S. Tommaso d’Aquino: “Con quelle parole di
Gesu' a Cana “non e' ancor giunta la mia ora”, Gesu' fa intendere che certo
non avrebbe fatto il miracolo se altri, tranne che la Vergine, l’avesse
pregato; ma poiché la richiesta veniva da sua Madre, lo fece all’istante”.
Orbene, se la Madonna fu cosi' sollecita e cosi'
onnipotente alle nozze di Cana, quanto piu' non sara' sollecita e
onnipotente in occasioni molto piu' gravi per l’umanita' e anche per le
singole anime? Possiamo forse dubitare che non sia cosi'? Sarebbe
irragionevole. La Madonna e' sempre la Mamma amorosa che osserva, intuisce,
previene i pericoli e non lascia nulla d’intentato per scansarli ai suoi
figli. E chissa' quante volte Ella ha continuato a far mutare i decreti
divini per risparmiarci castighi meritati!
Il 21 marzo 1812, la B. Anna Maria Taigi
pregava, di notte, per i mali della Chiesa e dell’umanita'. Allora ebbe una
visione, e vide un globo (la terra) tra fiamme spaventose che stavano per
distruggerlo. Vide anche Gesu' Crocifisso che versava sangue, mentre ai suoi
piedi c’era Maria Santissima che supplicava di arrestare il flagello per i
meriti di quel Sangue, ch’Ella stessa offriva per i peccatori. E ci fu
misericordia. Una visione simile l’ebbe anche S. Coleta, vergine clarissa.
Parecchi secoli prima, quando era papa S.
Gregorio Magno, scoppio' a Roma una furiosa pestilenza. Ogni giorno morivano
migliaia di persone. S. Gregorio Magno ordino' una processione di penitenza
da S. Maria Maggiore a S. Pietro. Il Papa stesso porto' fra le sue mani
l’immagine della Madonna, e a piedi scalzi, in abito di penitenza, percorse
la citta' fino alla basilica di S. Pietro. Quando la processione arrivo' sul
ponte S. Angelo, si udi' per l’aria un coro angelico che cantava a Maria:
Regina del Cielo rallegrati, alleluia
Cristo che hai portato nel seno, alleluia
è risorto come disse, alleluia!
S. Gregorio Magno aggiunse subito l’invocazione: “Prega Dio per noi,
alleluia!”.
Allora si vide un Angelo che rimetteva la spada
nel fodero. E da quel momento la pestilenza cesso' di fare vittime. Quel
ponte fu chiamato ponte S. Angelo.
Soltanto in Paradiso potremo conoscere
l’immensita' della misericordiosa onnipotenza di Maria. E allora sara'
impossibile non cantarle una riconoscenza eterna.
Frattanto, su questa povera terra di triboli e
spine, per i bisogni personali, per quelli familiari, per quelli sociali,
per qualsiasi bisogno, dobbiamo confidare nell’intercessione onnipotente
dell’amorosissima Mamma, purché a Lei ricorriamo e a Lei ci affidiamo con
affetto di figli.
Chi puo' dire, ad esempio, quante volte la
Madonna libero' S. Giovanni Bosco da situazioni critiche in cui veniva a
trovarsi? Capito' una volta che il panettiere si rifiuto' di portargli il
pane per sfamare i ragazzi, se prima non veniva saldato il debito che era
diventato altissimo. S. Giovanni Bosco non aveva un soldo, ma prego'
ugualmente il panettiere di portare il pane, perché la Madonna avrebbe
provveduto a saldare il debito in giornata. Il panettiere venne con il pane
e chiese il denaro. Ma S. Giovanni stava confessando. Il panettiere se ne
ando', deciso a tornare piu' tardi. Dopo le confessioni, S. Giovanni Bosco
prego' la Madonna di aiutarlo, perché non sapeva proprio come fare. In quel
momento si presento' un signore sconosciuto che gli diede una lettera
chiusa. S. Giovanni Bosco mise la lettera nel breviario senza aprirla; ando'
a celebrare la S. Messa; poi ando' a refettorio. Qui gli ricordarono che il
panettiere voleva il saldo del debito. Allora S. Giovanni Bosco si ricordo'
della lettera messa nel breviario, l’apri', e vi trovo' una generosa offerta
sufficiente per contentare il panettiere.
“In Me ogni speranza di vita e di virtu'” (Sir 24,25)
|